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Dopo i vandali l’allarme bomba

Dopo i vandali l’allarme bomba

Evacuato con l’intervento dei carabinieri l’istituto Pesenti di Cascina ma non c’era alcun rischio

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CASCINA

Dopo la scuola allagata, un vandalismo costato alla Provincia oltre ventimila euro per rimediare ai danni, ieri mattina le lezioni all’istituto “Pesenti” di Cascina hanno rischiato di saltare per un falso allarme. Una telefonata proprio all’inizio delle lezioni e rigorosamente anonima si è “preoccupata” di informare il personale dell’istituto superiore che c’era una bomba nella scuola. Immediata la telefonata ai carabinieri per informarli della situazione. Altrettanto rapide le procedure di evacuazione dell’istituto, con più di 600 studenti fatti uscire nel cortile insieme agli insegnanti.

Tre pattuglie dei carabinieri sono arrivate al “Pesenti”. Inizialmente è balenata pure l’idea di chiamare gli artificieri anche se fin dall’inizio c’erano tutti i presupposti per pensare che si trattasse di un vecchio metodo per evitare compiti o interrogazioni sgradite. E su una quarantina di classi, fanno notare dalla scuola, difficile che in nessuna sezione fossero state programmate attività sgradite o temute dagli studenti.

Inizialmente gli studenti sono stati fatti uscire ma dopo i controlli dei carabinieri , già prima delle 11, le lezioni sono riprese regolarmente. Gli studenti che nel frattempo non si erano allontanati sono rientrati nelle aule e i professori hanno garantito lo svolgimento dell’attività scolastica.

«Quando i carabinieri ci hanno garantito che tutto era a posto abbiamo fatto rientrare i ragazzi» conferma la preside, professoressa Ivana Savino. Ovviamente i carabinieri hanno avviate le necessarie verifiche per capire se èpossibile risalire all’autore della telefonata anonima che ha procurato allarme e interrotto anche se per poco tempo un servizio pubblico.

I carabinieri stanno inoltre continuando le indagini per identificare tutti i giovani che hanno partecipato al raid vandalico compiuto alcune settimane fa nella scuola. Sono già stati identificati sette studenti ma i carabinieri ritengono che altri ragazzi abbiano responsabilità nell’atto vandalico.

La scuola attende la conclusione del lavoro dei militari per poi prendere adeguati provvedimenti disciplinari.

«Non conosciamo i nomi dei ragazzi segnalati all’autorità giudiziaria – dice la preside – di conseguenza ancora non è stato possibile assumere alcun provvedimento».

I vandali probabilmente sono rimasti all’interno dell’istituto nel tardo pomeriggio quando i bidelli hanno chiuso la scuola. Una volta all’interno e senza il rischio di essere scoperti hanno aperto i rubinetti dell’acqua nei bagni dopo avere chiuso gli scarichi dei lavandini. Non solo. Hanno anche sporcato i registri di classe lasciandovi i proprie escrementi. E proprio dalle tracce organiche sono partite le indagini dei carabinieri.

Il vandalismo ha costretto la scuola a chiudere per un giorno. Ieri è stato fatto tutto il possibile per non ripetere l’esperienza. Ma i due episodi a distanza di poco tempo l’uno dall’altro sono comunque un segnale di un malessere tra gli studenti in una scuola che peraltro è caratterizzata dal dialogo.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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