Attenzione
Direttore sindacalista invitato ad andarsene
Cassa di risparmio di Volterra, è scontro aperto all’assemblea dei lavoratori con toni sopra le righe
VOLTERRA
Alta tensione all’ombra della Cassa di risparmio di Volterra. I sindacati di categoria dei bancari Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil non fanno sconti e denunciano una «inaudita provocazione che non ha precedenti». Il tutto a margine e in occasione delle assemblee con i lavoratori per la «intollerabile ingerenza dei massimi vertici della dirigenza nelle assemblee».
Il culmine si è toccato ieri nelle stanze del Centro studi Santa Maria Maddalena, dove era in programma l’incontro con i dipendenti dell’Alta Valdicecina. «Prendiamo atto della volontà della direzione aziendale di non consentire un regolare svolgimento delle assemblee sindacali, impedendo il libero esercizio di un fondamentale momento di confronto con il personale, espressione della più elementare democrazia», affermano le tre sigle.
C’è un precedente. «All'assemblea di venerdì 24 a Cecina ha caparbiamente voluto partecipare il dirigente designato nonché incaricato alla guida della delegazione aziendale trattante con le rappresentanze sindacali – sostengono –. Questa inconsueta presenza ha significativamente condizionato l'andamento dell'assemblea stessa e minato la libertà di espressione dei colleghi presenti». E aggiungono: «Abbiamo nell'occasione voluto svolgere ugualmente l'assemblea per evitare probabili strumentalizzazioni aziendali, rinviando il chiarimento con l'azienda ad una fase successiva».
La misura ha raggiunto il colmo quando sulla soglia del Centro studi si è presentato il direttore generale Roberto Pepi, «pretendendo di partecipare e intervenire». «Abbiamo fatto notare che l'assemblea era indetta per i dipendenti delle aree professionali e per i quadri direttivi e non per la categoria dei dirigenti – raccontano i sindacalisti –. Pertanto la presenza risultava illegittima oltre che eticamente impropria ed inopportuna».
Toni accesi, sopra le righe. E voci che arrivavano fin nella strada antistante il Centro. «Abbiamo invitato il direttore generale a desistere dalle sue pretese e, vista la sua insistenza, non abbiamo avuto altra soluzione che sciogliere l'assemblea». E qui i rappresentanti dei lavoratori raccontano che «il direttore ha reagito prendendo, non autorizzato, la parola, scagliandosi con veemenza contro i sindacalisti, gridando e proferendo gravi offese e ingiurie nei loro confronti». Al punto che le segreterie stanno dando mandato ai loro legali «per difendere i diritti dei lavoratori e del sindacato ed evitare che si possano ripetere casi analoghi».
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