Il Tirreno

Pontedera

In Vespa per festeggiare l’unità d’Italia

di Andrea Lanini
In Vespa per festeggiare l’unità d’Italia

Una ETS del 1985 diventa un modello risorgimentale grazie all’inventiva dell’artista di Santa Maria a Monte Trassinelli

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PONTEDERA

Dopo i saluti, le introduzioni, le dotte prolusioni, i deliziosi filmati d'epoca con quel loro fantastico bianco e nero che ancora oggi sa di giovinezza e entusiasmo, dopo i ringraziamenti e gli applausi, la frase più folgorante arriva proprio alla fine, quando è il momento di svelare al pubblico la vera protagonista della serata.  Ovvero la “Vespa del Centocinquantenario”, una fiammante ETS del 1985 che Sonia Trassinelli, artista di Santa Maria a Monte, ha reinventato con la complicità dei colori patrii, aggiungendo al rosso della carrozzeria vertiginose campiture bianche e verdi, che paiono rincorrersi dallo scudo alle fiancate, dalla sella ai fari, in modo da trasformare lo scooter, ormai d'epoca anche lui, in una specie di gioiosa, gagliarda bandiera pronta a garrire al vento, come quelle che portavano in battaglia gli eroi dell'Ottocento.  «Finalmente la vedo finita», dice Sonia, e con la mano accarezza il contachilometri della ETS, mentre il plotone dei flash dei fotografi prende a baluginare. «Fino a qualche giorno fa, quando ci lavoravo, era smontata, la preparavo un pezzo alla volta. Ora che è tutta intera, posso gustarmela pure io».

A pensarci bene, è la frase più risorgimentale di tutte. Perché anche Garibaldi e Cavour e Vittorio Emanuele II al loro amato Stivale lavorarono pezzo dopo pezzo, e un bel giorno poterono dire ecco, finalmente lo vediamo finito, e presentandolo ai neo-italiani esclamare “Ecco, ora che la patria è tutta intera, potete gustarvela anche voi”.  Perché qui, al Museo Piaggio, la serata di venerdì 25 è dedicata ai nostri due Risorgimenti. Quello dell'Unità propriamente detta, di cui da mesi si festeggiano i centocinquant'anni; e quello della nostra mobilità, avvenuto nel dopoguerra soprattutto grazie alla Vespa, che mise le ali agli italiani al grido di “Due ruote per tutti” (“E non erano ali d'insetto, ma d'aquila!”, dice la voce fuori campo del filmato risalente alla Giornata della Vespa del '51). E infatti l'appuntamento, organizzato dal Comune di Pontedera, dalla Fondazione Piaggio e dall'associazione “Storie locali”, si chiama “Oltre il Risorgimento. Come la Vespa ha contribuito a fare l'Italia”.  A Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Piaggio, all'assessore alla Cultura Liviana Canovai, a Vittorio Colombai, presidente di “Storie locali”, a Roberto Leardi, presidente del Vespa Club Italia, il compito di introdurre l'incontro. A Cosimo Ceccuti e Mariamargherita Scotti, rispettivamente presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia e curatrice dell’Archivio Storico “Antonella Bechi Piaggio” quello di presentare brevi, ma intense, lectio sul tema. Modera Alberto Fausto Vanni, di Santa Maria a Monte come la Trassinelli, membro di “Storie locali” e collezionista di Vespe. La ETS che i pennelli di Trassinelli hanno trasformato in metafora mobile (anche se resterà al Museo Piaggio in pianta stabile) dell'epopea risorgimentale, era sua. «L'ho donata volentieri al Museo», racconta, «anche perché questa splendida collezione il modello ETS ancora non ce l'aveva». Il pezzo che mancava, ora c'è: un esercizio d'unità anche questo, in qualche modo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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