Finanza
«Un unico Comune per l’Alta Valdera»
Renzo Macelloni (Belvedere Spa) lancia l’idea di fusione per Chianni, Capannoli, Peccioli, Palaia, Terricciola e Lajatico
PECCIOLI
« Facciamo dei sei Comuni del Parco Alta Valdera un solo grande Comune in grado di raccogliere le sfide della razionalizzazione della spesa pubblica, migliorare i servizi al cittadino, rafforzare il ruolo politico amministrativo e dare un contributo più forte allo sviluppo dell’unione dei Comuni. Governiamo l’innovazione torniamo ad essere pionieri». Così Renzo Macelloni, ex sindaco di Peccioli, attuale presidente della Belvedere Spa, azienda che gestisce la discarica di Legoli, lancia l’idea di una fusione tra comuni dell’Alta Valdera. Nel 1997, in forte anticipo con quella che poi è stata una naturale evoluzione, i sei comuni dell’Alta Valdera hanno iniziato un percorso di riorganizzazione delle funzioni pubbliche. «La motivazione – spiega Macelloni – fu quella che i piccoli comuni non potevano più riuscire a dare risposte adeguate ai cittadini e complessivamente al territorio. Col progetto S.Coo.Ter. nato nel 1997, servizi di coordinamento territoriale, dopo una fase di rodaggio, Capannoli, Chianni, Lajatico, Palaia, Peccioli e Terricciola iniziarono a gestire in forma associata i servizi di Polizia Locale, Tributi, Attività Produttive e il servizio di Raccolta e Trasporto Nettezza Urbana. Un percorso che ha consentito di generare considerevoli risparmi di gestione e un miglioramento della qualità dei servizi».
Il processo orientato a favorire una maggiore efficienza della cosa pubblica ha visto la legge regionale 40/2001 sul riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni, («ispirata dall’esperienza dell’Alta Valdera», dice Macelloni) , la legge 122/2010, che introduce per i piccoli comuni l’obbligo della gestione associata dell’esercizio delle funzioni fondamentali e la legge regionale 68/2011, sul sistema delle autonomie locali, che ha dato un’ulteriore spinta alla costituzione di Unioni di comuni favorendole e incentivandole.
«Il governo Monti ha enfatizzato e rafforzato la necessità per le pubbliche amministrazioni locali di fare sistema e di contribuire al risanamento dei conti pubblici. Un territorio come quello dell’Alta Valdera – sottolinea Macelloni – che dopo la stagione delle convenzioni con il progetto S.Coo.Ter., si è evoluto nella forma più strutturata del Consorzio Alta Valdera, base sulla quale ha preso corpo nel 2008 l’Unione della Valdera con ben 15 comuni. I cittadini del Parco Alta Valdera dopo 15 anni di gestione associata in 3 passaggi elettorali amministrativi, hanno dimostrato apprezzamento per le scelte degli amministratori: riteniamo che siano pronti ad affrontare i nuovi passaggi. Le normative prevedono nel breve periodo, che i comuni sotto i 5.000 abitanti siano interessati da un processo di fusione; in mancanza di un’iniziativa autonoma da parte dei comuni sarà la Regione a dettare e imporre scelte, costringendoli a operazioni che potrebbero essere non conformi alla loro volontà . È utile come è accaduto 15 anni fa col progetto S.Coo.Ter., che siano gli stessi comuni ad anticipare questi avvenimenti. Diventa naturale pensare di aprire una riflessione sulla costituzione di un grande comune del Parco Alta Valdera. Ritengo che i sindaci dei 6 comuni che costituiscono il Parco Alta Valdera e le forze politiche che li sostengono abbiano un grande compito: mettere in campo un progetto di fusione dei sei Comuni e promuovere un confronto tra i cittadini per procedere in tempi brevi alla fusione di queste realtà comunali. Le incentivazioni messe a disposizione delle amministrazioni locali per i progetti di fusione dei comuni, saranno di fondamentale importanza per adeguare le strutture attraverso la riqualificazione degli operatori, l’aggiornamento tecnologico, la progettazione delle nuove municipalità. La spinta che potrebbe generarsi da una tale iniziativa potrebbe avere aspetti molteplici: ridare alla politica di qualità lo spazio che merita facendola uscire da un tecnicismo limitante e fuorviante; mettere in piedi una municipalità forte in grado di affrontare le sfide; dare risposte più qualificate; rappresentare una forza propulsiva e dinamica all’interno di una Unione dei comuni, a detta degli stessi protagonisti, un po’ timida e incerta. Cogliamo la sfida di governare in modo propositivo il processo si innovazione, per tornare a essere pionieri».
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