Proteste
T-red, processo per l’ex capo dei vigili di Lari
LARI Un imprenditore di Larciano è stato rinviato a giudizio, con altre 7 persone, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta nell’ambito del processo sulle multe...
LARI
Un imprenditore di Larciano è stato rinviato a giudizio, con altre 7 persone, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta nell’ambito del processo sulle multe ai semafori fatte con gli impianti T-Red. Per gli altri 25 indagati, uno dei quali della Valdinievole e due di Certaldo e Lari, il gip di Milano ha disposto l’invio dei fascicoli alle Procure competenti per territorio che dovranno istruire i procedimenti partendo dalle eventuali richieste di rinvio a giudizio. Sotto processo. Il 2 aprile nel capoluogo lombardo si aprirà il processo scaturito dall’inchiesta sui “vampiri” ai semafori. Tra gli imputati ci sarà anche Simone Zari, 47 anni, larcianese, della Centro Servizi di Larciano. È accusato di essersi messo d’accordo con altri imprenditori del settore per aggiudicarsi le gare o favorire l’assegnazione degli appalti alle ditte con cui, secondo l’accusa, era stato costituito un cartello per vincere le gare. Le gare “sistemate”. Per le gare del 30 novembre 2005 a Larciano, del 13 aprile 2006 a Lari, dell’8 settembre a Pieve a Nievole e del 21 dicembre a Certaldo e del primo febbraio 2007 a Castelfiorentino il gip ha inviato gli atti alle Procure competenti per territorio. L’ipotesi di accusa è la turbativa d’asta e vede coinvolti Giuseppe Aringhieri, 63 anni, di Lari, in pensione e all'epoca dei fatti capo dei vigili di quel Comune, i colleghi di Certaldo, Massimo Luschi, 39 anni e Larciano, Stefano Bonaccorsi, 55 anni.(p.b.)
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