Trasporti
Un corso di vetrine chiuse e polemiche
Undici negozi ko in pochi metri. Amareggiati gli operatori: stiamo morendo, bisogna riaprire la strada
PONSACCO
Diciannove vetrine ancora illuminate, contro ben 11 saracinesche abbassate e cartelli “Affittasi”. Sembra un malato agonizzante quel pugno di metri commerciali nel cuore di Ponsacco: questo è, oggi, corso Matteotti. E i primi a rendersene conto sono quegli operatori che col lumicino riescono a reggersi in quello che dovrebbe essere il salotto buono della città. «Negli anni ’90 eravamo 57 attività, incredibile essere in queste condizioni oggi. Io sopravvivo perché in zona non ci sono altre armerie», si lascia andare Graziano Fornaini dell’omonima armeria.
Un’agonia lenta e progressiva. Che ultimamente ha visto chiudere anche tanti negozi storici, come gli elettrodomestici Beccani, la pelletteria Iose. E poi il panettiere che prima dell’ultimo dell’anno si è arreso. Colpa della crisi, certo: ma i commercianti di quel che resta del centro pensano che le responsabilità di questo declino siano anche altre. «Indubbiamente la chiusura del centro alle auto è stato una mazzata – continua –. Posso capire la voglia di pedonalizzare, ma stando così le cose si potrebbe tentare di riaprirlo al traffico la mattina per cercare di animare un po’ la situazione». Spariti i clienti di passaggio. Scomparsa la possibilità di accostare l’auto e fare una commissione veloce. «Chi viene qui lo fa perché sono clienti affezionati – ribadisce Roberto Frosini, titolare dell’oreficeria –. La clientela di passaggio ce la siamo dimenticata da anni». Un rimedio nell’immediato? «Provare con la riapertura del corso almeno la mattina». Un occhio alla piazza, quella principale: la situazione non migliora. «Se ilComune pensa di risolvere questa moria vera con un po’ di festicciole sbaglia di grosso». Frosini mette sul piatto anche il problema dell’illuminazione. «E’ precaria, non valorizza certo la strada». Più nette le posizioni di Alessandro Simonelli, nella sua doppia veste di presidente della Confcommercio di Ponsacco e titolare di un negozio sul corso: «Se andiamo avanti così tra 3 anni il commercio da noi non esisterà più». Simonelli è ai ferri corti con l’amministrazione, proprio per la sua voglia di rimedi immediati «mentre dall’altra parte non si muove niente di concreto». Due le soluzioni: «Riapertura del corso a fasce orarie e facilitazioni per quei commercianti che io conosco che si trasferirebbero sul corso, a condizione di facilitazioni».
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