Il Tirreno

Pontedera

Impianto a biogas: fronte comune delle opposizioni

Nilo Di Modica

C'è chi la chiama “sindrome del numero 11”, come la socialista Ilaria Parrella, chi come Silvano Melani, del Pdl, parla di “influenza virale, non stagionale” della maggioranza....

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. C'è chi la chiama “sindrome del numero 11”, come la socialista Ilaria Parrella, chi come Silvano Melani, del Pdl, parla di “influenza virale, non stagionale” della maggioranza. Fatto sta che sulla questione del biogas a San Donato le opposizioni tornano tutte alla carica, anche a seguito dell’ultimo infuocato consiglio comunale del 16 febbraio, quando l’assenza del consigliere Pd Marco Massetani ha fatto andare in perfetto pareggio maggioranza e opposizioni, dando libero sfogo a tutte le preoccupazioni e le speranze del caso.

Pdl, Progetto per Santa Maria a Monte, Gruppo Colline, Psi e Gruppo Indipendente di Sinistra uniti per rilanciare la battaglia sull’impianto voluto dalla ditta Prati con un nuovo ordine del giorno per il prossimo consiglio, chiedendo al sindaco Turini e alla maggioranza di impegnarsi contro il progetto in sede di conferenza dei servizi, fissata per il 20 marzo. Previsto, inoltre, per domani alle 15,30 un nuovo appuntamento pubblico all’Arci di San Donato.

«Questo Pd oltre a dimostrare ciò che abbiamo sempre detto, vale a dire che non hanno più alcuna maggioranza, continua imperterrito a portare avanti l’interesse di alcuni soggetti privati, anteponendo i loro affari a quelli della collettività», afferma Manuela Del Grande, di Programma di Libertà. Fra le richieste c’è anche una ordinanza ad hoc per impedire la costruzione di impianti del genere, nonché altri inceneritori, sulla scia di altri comuni.

«Il comune di Vicopisano li ha vietati sul suo territorio, così come Santa Maria a Monte, tanti anni fa, mise un freno alle conce», dichiara il consigliere Udc Maurizio Lucchesi. Fra le accuse anche quello di mettere a rischio la salute dei residenti. «Non siamo contrari a priori a questi impianti, quando per esempio sono giustificati dalla presenza di grandi allevamenti – dice Antonio Belcari, di Progetto per Santa Maria a Monte –, ma quando sono applicati all’agricoltura i problemi sono troppi. A partire dall’inaccettabile impatto dell’azoto, a causa della monocoltura intensiva, e dei nitrati del digestato usato come fertilizzante. Fino ad arrivare all’uso smodato di risorse idriche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa