Proteste
Il Carducci verso la chiusura
Flop del progetto liceo linguistico, appena cinque gli iscritti. Promossi invece il Falchi e il Marconi
SAN MINIATO
Il liceo Carducci non ce la farà. I numeri sono ancora ufficiosi, ma le prime indicazioni sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico sembrano non lasciare scampo all'istituto sanminiatese. Appena 5, forse 6 gli iscritti raccolti dalle scuole medie del comprensorio.
Numeri impietosi per quello che doveva diventare il liceo linguistico del Valdarno. Questa la strategia che era stata adottata dopo il flop dello scorso anno, e che pare non aver raccolto consensi. Svaniscono anche i presupposti minimi, come avvenne un anno fa, per sperare nella formazione di una classe quanto meno risicata, portando avanti, così, la storia dell'ex magistrale di San Miniato, primo istituto superiore della città.
Destino segnato. «Si tratta ancora di numeri indicativi, non ufficiali – spiegano dagli uffici dell’Istituto Marconi di San Donato, cui fa capo lo stesso Carducci –. Numeri ricavati da un primo giro di telefonate presso le segreterie delle scuole medie di zona, a pochi giorni dalla scadenza delle iscrizioni fissata per lo scorso lunedì. La tendenza, però, è comunque nettamente negativa, e non lascia margini di azione per il Carducci». Già lo scorso anno, quando alla fine si contarono 13 iscritti, il Provveditorato aveva negato la costituzione della prima. L’inizio della fine, si disse all’epoca. Poi era partita la strategia di rilancio, proposta da alcuni insegnanti e sostenuta dall'amministrazione comunale, con l’idea di trasformare il liceo delle scienze umane in linguistico, anche per superare l’ormai cronica “guerra tra poveri” con il Falchi di Montopoli.
Una speranza tenuta viva, fino a poche settimane fa, dalle prime manifestazioni d’interesse da parte delle famiglie. Dalla prossima estate, invece, la scuola dovrebbe ripartire senza matricole per il secondo anno consecutivo, con appena tre classi al suo interno e la prospettiva del trasferimento all’interporto. Difficile tracciare il percorso in negativo di una scuola che fino a non troppi anni fa garantiva tre prime sicure. Determinante, dal 2008, la separazione fisica dallo scientifico, cui si sono aggiunti i ritardi nell’elaborazione di un piano organico per il sistema formativo del Valdarno, nonché i limiti di una struttura che necessitava, non da ora, di un vero intervento di riqualificazione.
Il Falchi. Chi non dovrebbe correre rischi, invece, è proprio il liceo Falchi di Montopoli, che sembra aver tratto pieno vantaggio dalla scomparsa dell’antico dualismo con il Carducci di San Miniato. Almeno una ventina i ragazzi che hanno già scelto la scuola montopolese, ai quali, entro l’estate, si aggiungeranno i ripetenti e gli iscritti dell’ultimo minuto. Così, dopo aver sfiorato l’orlo del baratro solo due anni fa, il Falchi sembra sopravvivere, almeno per adesso, proprio a scapito del Carducci.
Il Marconi. Trend negativo, infine, anche per lo scientifico Marconi di San Donato. Numeri su cui riflettere, ma non allarmanti se confrontati con il grande exploit dello scorso anno. Circa un centinaio gli iscritti per il 2012-2013, forse qualcosa meno (a fronte dei 124 del 2011), che non dovrebbero pregiudicare la riconferma di quattro prime.
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