Sicurezza
Garibaldi in Vespa fa tappa oggi al Museo Piaggio
Alle 18 viene presentato lo speciale scooter realizzato da una decoratrice in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia
PONTEDERA
Enrico Piaggio come Giuseppe Garibaldi. Da una parte l'Eroe dei due mondi, dall'altra quello delle due ruote. In mezzo, un'idea patriotticamente meravigliosa, di quelle che possono nascere solo a Pontedera, città della Vespa: celebrare l'unità nazionale attraverso il mitico scooter disegnato da Corradino D'Ascanio, il Cavour dei velocipedi, l'inventore del mezzo motorizzato che ha segnato la rinascita della viabilità nello Stivale dopo il secondo conflitto mondiale.
Il nome dell'iniziativa è già un programma: “Oltre il Risorgimento. Come la Vespa ha contribuito a fare l'Italia”. Oggi, al Museo Piaggio, a partire dalle 18. Con una chicca: una speciale “Vespa del centocinquantenario” che da stasera entra a far parte della sua collezione. L'ha realizzata Sonia Trassinelli, artista di Santa Maria a Monte, decoratrice e restauratrice presso “Giannoni&Santoni”, nota azienda del settore.
«L'idea è venuta a Alberto Fausto Vanni, mio compaesano, grande appassionato di Vespe e membro dell'associazione “Storie locali”, che ha affiancato il Comune di Pontedera e la Fondazione Piaggio in questo progetto. La Vespa su cui ho lavorato, una ETS del 1985, l'ha donata lui al Museo, dove resterà a disposizione dello sguardo del pubblico». Sonia ha lavorato sulla ETS come su una tela: «Dovendo reinventare la sua carrozzeria rossa (le ETS furono prodotte esclusivamente in rosso, ndr) in funzione della rievocazione storica del Risorgimento, mi si sono presentate alla mente decine e decine di immagini. Certo, anche i volti dei patrioti, degli eroi, delle battaglie, delle strette di mano a Teano e tutto l'apparato iconografico della tradizione. Poi mi sono detta: no, è la strada sbagliata. Troppo retorico, troppo scontato, troppo già visto. D'altra parte nel corso del 2011 si è visto, sul tema, di tutto e di più». Allora ha ripiegato su una scelta diversa: «Semplicità, modernità, freschezza». Puntando sull'«effetto materico del colore», sull'eloquente vitalità di gocce di vernice scagliate agitando il pennello come un soldato dei Mille avrebbe agitato la propria sciabola, ha «schizzato la carrozzeria della Vespa con il bianco e il verde, in modo da affiancarli al rosso che già c'era e ricreare l'idea del tricolore». Et voilà, la Vespa dell'Unità, tra dinamismo futurista e “dripping” alla Jackson Pollock. La cerimonia di consegna della ETS restaurata da R. B. Restauri e “risorgimentalizzata” dai pennelli di Sonia è prevista per le 19 circa. Prima, alle 18, i saluti istituzionali di Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Piaggio, dell'assessore alla Cultura del Comune di Pontedera Liviana Canovai, di Vittorio Colombai, presidente dell'associazione “Storie locali”; poi, alle 18,20, l'intervento di Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia e docente presso il Dipartimento di Studi dello Stato di Firenze, che parlerà de “La Toscana nel processo di Unità e di unificazione nazionale”; alle 18,45, Mariamargherita Scotti, curatrice dell’archivio storico “Antonella Bechi Piaggio”, introdurrà il filmato “Il giorno della Vespa. 6 maggio 1951”.
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