Il Tirreno

Pontedera

Verso due Centri commerciali naturali ma c’è poco interesse

di Giacomo Pelfer
Verso due Centri commerciali naturali ma c’è poco interesse

Santa Croce: l’assessore Valiani ha illustrato il progetto davanti ad una platea davvero ristretta di negozianti

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SANTA CROCE

L'obiettivo è la creazione di due Centri commerciali naturali nel comune di Santa Croce, uno per il centro storico e uno per Staffoli, a cui affidare il piano di rilancio del commercio.

E' il progetto auspicato da tempo dall'amministrazione, pensato come passo ulteriore e obbligato nel programma di rivitalizzazione commerciale. Progetto illustrato lunedì sera, in sala consiliare, dall'assessore Alessandro Valiani. Invitate tutte la attività commerciali: dai bar ai negozi, dai ristoranti ai parrucchieri, nessuno escluso. Pochi, tuttavia, gli esercenti intervenuti all'incontro, come fa notare il consigliere provinciale del gruppo Misto Giampiero Carli, santacrocese, che parla di «appena 10 persone, me compreso, in un territorio dove operano più di 600 commercianti. Il progetto dei cosiddetti Ccn (Centri commerciali naturali) – afferma Carli – è stato relazionato dallo stesso assessore, che al termine di un intervento di oltre un'ora e mezza, facendo finta di non vedere che la risposta era proprio lì tra le sedie vuote, ha chiesto ai dieci presenti cosa ne pensassero».

La replica si gioca sui numeri: «Le attività commerciali del nostro territorio – ribatte Valiani – in realtà sono poco meno di 300. All'incontro ce n'erano un ventina, come dimostrano le firme di presenza. Sono poche, è vero, ma bisogna considerare che il progetto dei Ccn coinvolge direttamente solo le attività che hanno sede nel perimetro del centro storico e nelle strade adiacenti, oltre a quelle affacciate su via Livornese a Staffoli. In tutto parliamo di 52 per il capoluogo e 20 per la frazione».

Il progetto. Già presenti nei comuni vicini, i Ccn sono associazioni di commercianti riconosciute dalla Regione per la partecipazione a bandi di finanziamento. Nel caso di Santa Croce, l'idea si inserisce in un percorso che prosegue da due anni, con la creazione di un osservatorio e il successivo questionario, i cui risultati saranno resi noti a marzo, che servirà alla stesura di un piano del commercio articolato in piani di riqualificazione. I Ccn, attraverso i bandi della Regione, sono pensati per dare gambe e risorse al progetto.

Le perplessità. «Tuttavia – dice Carli – la costituzione di una specie di consorzio, come il Ccn, richiede del personale a stipendio fisso, spesso assunto per chiamata diretta. Non sarà mica questo il vero obbiettivo? Nessuna proposta concreta per il commercio è scaturita dall’assessore, che in 30 mesi ha dimostrato le sua capacità solo affidando il “piano del commercio” ad una ditta esterna (la Simurg, ndr), che giustamente avrà rimesso notula al Comune. C'era veramente bisogno di appaltare certi studi?

La replica. «I Ccn possono avere due forme – spiega Valiani –: come associazione o come consorzio. La nostra intenzione è arrivare alla seconda forma giuridica, ma solo quando saremo in fase avanzata. A quel punto, per far funzionare il Ccn, servirà al massimo una persona part-time. Fino ad oggi abbiamo portato avanti un percorso importante, preso a modello anche da altri Comuni. L'affidamento alla società Simurg è servito per dare supporto ai nostri uffici. I Ccn sono l'unica organizzazione di commercianti riconosciuta dalla Regione: non averli significherebbe bloccare il piano del commercio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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