Attenzione
«I nostri figli non sono 14 rette»
Lettera aperta dei familiari dei pazienti del Morel 1 a sindaco e direttore Asl
VOLTERRA
Hanno intitolato la loro lettera aperta diretta al sindaco Marco Buselli e al direttore della Asl Rocco Damone “Nei giardini che nessuno sa”. Loro sono i familiari dei pazienti psichiatrici del Morel 1 di Volterra. «I nostri figli non possono essere considerati 14 rette sanitarie che possono foraggiare un ente in difficoltà, siamo contrari all’operazione prospettata di trasferirli dall’attuale struttura a quella del S.Chiara». Parlano con il cuore in mano i genitori dei pazienti non autosufficienti. «Sono pazienti di lunga degenza, per la gran parte provengono dal vecchio ospedale psichiatrico – spiegano –. E grazie alla professionalità degli operatori del Morel queste persone hanno riaquistato dignità». I familiari elencano tante iniziative che hanno visto i pazienti protagonisti attivi, dal presepe vivente ai pranzi in pizzeria con i malati, i momenti con le famiglie, i corsi di espressione artistica e musicale. «Questi pazienti – continuano – possiamo dire che vivono in una famiglia allargata che li accudisce e li ama». Loro sono Giovanni, Pilade, Sergio, Rodolfo, Maria, Luca. «Tutto questo – e si rivolgono al direttore Damone – grazie ai suoi dipendenti, con i soldi pubblici. In tanta malasanità il Morel 1 è un fiore all’occhiello della sua Asl, proprio come prescriveva la legge 180». Parlano di esempio da portare come caso-studio e non da sacrificare sull’altare dei tagli alla sanità. I familiari entrano in merito alla ventilata ipotesi di passaggio al S. Chiara: «Sarebbe come distruggere tutto questo lavoro e condannare i pazienti a perdere una dignità ritrovata. Rispettiamo e ci sta a cuore il destino della casa di riposo, i cui dipendenti hanno una grande professionalità in un settore, però, diverso da quello psichiatrico – sottolineano –. Ma riteniamo che il salvataggio di quella struttura si debba fare con altre modalità, partendo da un ripensamento della sua missione, orientandosi verso nuove fasce di utenza, sempre nell’ambito dei servizi alla persona».
L’appello si sposta anche verso il sindaco: «Buselli, Damone non fate questo sbaglio – e concludono –, venite a vedere che cos’è il Morel 1 e in ogni caso sappiate che noi familiari ci batteremo nelle sedi opportune affinché non si compia questo ennesimo scempio».(f.s.)
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