Trasporti
Una vergogna rosso mattone
Il Comune apre un procedimento contro i responsabili del tendone. Sul S. Chiara i lavoratori fischiano
VOLTERRA
Un procedimento amministrativo da parte del Comune nei confronti di Alessio Berni per capire “in che modo abbia ottemperato alle prescrizioni del verbale della commissione” da una parte. E dall’altra l’amarezza e lo sconforto dei dipendenti del S. Chiara - che il sindaco definisce “coretti organizzati” - che chiedono pubblicamente che si verifichi l’eventuale danno erariale subito dall’azienda sulla questione indennità del presidente. E che escono dal consiglio con ancora meno certezze e la consapevolezza di essere numeri a bordo di una barca alla deriva.
Si tratta dei due temi caldi di un consiglio fiume, l’ennesimo, che comincia alle 9 del mattino e finisce intorno alle 19.
Consiglio diviso. Doveva essere l’occasione per la città di ascoltare la proposta di piano di sviluppo strategico 2012-2014 per il risanamento dell’azienda pubblica. Dalle parole del suo presidente Renato Bacci, da quelle degli estensori del piano, l’azienda Iris Idee - consulenza costata 10mila euro. Ma soprattutto da quelle del sindaco Marco Buselli, nella sua doppia veste, anche come presidente della Società della salute. Un’occasione di confronto costruttivo per raggiungere, insieme a tutti i gruppi di opposizione, una sintesi di buon senso. Considerato che la casa di riposo è un servizio per tutta la comunità e che il futuro dei dipendenti preme al di là della politica. E invece la questione finisce, come sempre in polemica: e a colpi di alzata di mano passa la maggioranza, insieme ad Antonella Bassini.
Niente ipotesi Chiarugi. Nonostante buona parte del piano sia centrata sull’ipotesi di trasferire il S. Chiara nella struttura - da rifare - del Chiarugi, mettendo poi sul mercato le cubature che avanzano, la posizione del Comune pare sia un’altra. Ovvero edificare la nuova Rasd nell’area corrispondente all’attuale parcheggio dell’ospedale. Le idee sono confuse, il sindaco nel suo intervento non fa cenno ai licenziamenti - già quattro - avvenuti in azienda. Pure sulla natura di quel che sarà il nuovo S. Chiara, discordanti e confuse le posizioni.
L’assessore al sociale Simone Lonzi dice che si batterà per non far entrare il privato - indicazione, invece data, dai consulenti -. Il collega Fedeli afferma che il privato ci sarà, sulla stessa linea il presidente Bacci. Dal canto suo Buselli dice che garantirà la natura pubblica dell’ente. Ognuno dice la sua e il malessere cresce.
Quei coretti organizzati. Quando i dipendenti in sala protestano e rumoreggiano, la maggioranza non apprezza. «Questi coretti organizzati», mormora il primo cittadino. Prima che prenda la parola Lonzi, tanti si alzano ed escono. Un comportamento ripreso dalla assessore Silvi: «Non è rispettoso».
Il tendone della vergogna. Assordante il silenzio della maggioranza, che si limita a votare no alla richiesta di chiarimenti, espressi in una mozione di Progetto Originario. Ma sono le carte a raccontare che il Comune ha aperto un procedimento nei confronti del responsabile di Etruria Promozione, AlessioBerni, per capire perché l’adempimento richiesto dalla Commissione sicurezza per l’agibilità della tensostruttura di Docciola, cioè sostituire il basamento in mattoni, non è stato rispettato.
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