Italia
Il Comune dovrà pagare danni per 42mila euro
Illegittima la gara per la pulizia dei palazzi dell’amministrazione di Cascina Rivalsa al Tar per le cooperative L’Arca e Cooplat escluse dall’appalto
CASCINA
Caro pulizie. Un conto extra di 42mila euro per il Comune di Cascina, a seguito della sentenza con cui i giudici amministrativi hanno dichiarato illegittima la gara di affidamento dei servizi di pulizia degli edifici comunali. Il tutto al netto delle spese per il legale. Beneficiarie le cooperative L’Arca e Cooplat escluse dall’appalto, escluse dall’appalto pur essendo state dichiarate vincitrici in prima battuta.
Non una questione di ramazze, scope e quant’altro, ma di procedure seguite per assegnare l’appalto e di una scelta perseguita senza tentennamenti. «In via cautelativa l’ente avrebbe dovuto attendere per fare l’assegnazione che il Tar si pronunciasse», sottolineano dai vertici dell’Arca. E invece la commissione decise nel giro di una settimana di assegnare il servizio, una partita di oltre 500mila euro per pulizie che arriveranno fino alla fine di quest’anno alla pisana Supporti Logistici Srl.
La vicenda, che risale al 2008, si è risolta con un pronunciamento del Tar toscano che non lascia margine al dubbio: «L’illegittimità dell’operato della commissione di gara appare palese». L’attuale sindaco Alessio Antonelli incassa il colpo e fa ammenda, pur provando a volgere l’accaduto in una luce diversa. Provando a guadagnarci in immagine e servizi per la collettività.
«Il caso dimostra come fosse necessaria la riorganizzazione del personale portata avanti dalla nostra amministrazione», premette Antonelli. Che prende l’occasione per sottolineare come «il fatto dimostra che non esiste alcun doppio filo tra il Comune e L’Arca». È stata, infatti, la cooperativa di Cascina a bussare alla corte dei giudici amministrativi per far valere le proprie ragioni dopo l’esclusione dall’appalto con cui si era presentata in associazione alla Cooplat.
«Da un errore, tra l’altro in buona fede, si deve provare ad uscire più compatti – sostiene il sindaco di Cascina –. All’Arca proporrò di investire quei soldi in un progetto comune per esempio in tema di verde pubblico. Sono certo di avere a che fare con interlocutori più saggi rispetto a chi ha commesso l’errore».
La palese illegittimità rilevata dai giudici sta nelle modalità seguite per assegnare i lavori di pulizia, messi a gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’Arca e Cooplat, in associazione temporanea d’impresa, sono risultate vincitrici, ma per un ricalcolo sulla base del criterio della congruità, che mette insieme il costo e gli aspetti tecnici dell’offerta, sono scivolate in seconda posizione. E sta qui l’illegittimità che ha portato all’annullamento della gara e al risarcimento dei danni.
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