Il Tirreno

Pontedera

Arriva il codice etico contro le sostanze nocive e inquinanti

di Luciano Gianfranceschi
Arriva il codice etico contro le sostanze nocive e inquinanti

Novità assoluta nelle concerie del distretto: il regolamento servirà anche a combattere chi ricorre al lavoro in nero

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE

L'Associazione Conciatori si è data un codice/regolamento etico. Per prima, nei confronti degli altri poli conciari (Arzignano e Solofra), e in questo distretto industriale. Così le 180 concerie associate, su poco meno di 200 in totale, saranno vincolate a "Etica, sostenibilità e responsabilità nell'attività conciaria".

«Come già sostanzialmente avviene, in quanto associati a Unic (Unione nazionale industria conciaria) e dunque a Confindustria – ha premesso il direttore Piero Maccanti, ieri nella conferenza stampa presso la sede in piazza Matteotti – ma con una serie di punti che vincolano di più imprenditori e associati».

Poi, il presidente Franco Donati ha raccontato come la sollecitazione al comportamento etico sia arrivata anche dalle griffe internazionali. «La globalizzazione li ha portati a spostare la produzione in Turchia, poi nell'estremo oriente, e infine in Cina. Luoghi dove la manodopera non è tutelata. E neanche il pellame, non soltanto per le problematiche dell'inquinamento ma anche perché nelle borse e nelle scarpe è stato trovato il cromo 6, e anche gli azocoloranti, nocivi per la salute. Così si sono impauriti, e hanno puntato su società di certificazioni. Ma a questo punto la migliore garanzia la forniamo noi. E comunque qualcosa esisteva già: quando viene avviato al lavoro un immigrato, che ha anche la difficoltà della lingua, viene prima formato al Poteco».

E' quindi intervenuto Alessandro Francioni, vicepresidente. «Quando nel luglio scorso è venuto fuori che c'è tanto lavoro nero, abbiamo cercato di conoscere, capire e combattere quel fenomeno. Ad esempio, 7 casi di aziende a Montopoli, dove concerie non ce n'è neanche una: semmai si tratta di commerciali (comprano e rivendono). Oppure, talvolta riguardava le aziende contoterziste, alle quali non daremo più lavoro se non si mettono a norma perché ne va della nostra serietà».

Molte le domande. E se una conceria sgarra? «Se è associata, rischia le sanzioni del caso». E se non è associata? «I clienti che vogliono star tranquilli, controlleranno i nomi delle concerie associate e sapranno di andare sul sicuro». Essere associati quanto costa? «Ogni anno 750 euro ad azienda, più 100 euro a dipendente. Una conceria, in media 10 dipendenti, costa 1.750 euro; se ha 20 dipendenti 2.750 euro. Tuttavia, gli iscritti all'Associazione Conciatori hanno sconti sulla depurazione, sui gruppi di acquisto, per cui alla fine fanno pari».

Questo codice etico varrà, come punto di riferimento, anche per l'Assa contoterzisti? «Certamente non ci avvarremo di aziende che non siano rispettose, a loro volta, dell'etica. Siamo una filiera, e l'etica sarà un punto di riferimento anche per le altre aziende collegate, come il depuratore, e così via». E il consorzio conciatori di Ponte a Egola? «Diciamo che per ora il codice etico vale sulla riva destra dell'Arno, ma sarà certamente uno stimolo anche per loro, e per altri. Il lavoro ha diritto ha una etica di comportamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa