Sicurezza
Un altro Marco conquista la Cina: aprirà 30 negozi
Con il suo marchio “MG” il pecciolese Galluzzi ha stregato un gruppo di imprenditori. Ora è il guru della moda locale
Marco Galluzzi lo diceva da tempo: «Certe cose possono accadere solo in Cina». Del resto, era ottimista da mesi: «La situazione si muove bene, a breve potrebbero esserci sorprese». Non si sbagliava, le sorprese ci sono eccome. A raccontarle, una valanga di numeri da capogiro che pochi giorni fa si è staccata dalle vette della moda d'Oriente per cadere qui, a Forcoli, ai piedi del buen retiro in cui “il cinese” (come gli amici pisani chiamano Galluzzi) vive con la famiglia nei novanta giorni l'anno in cui non si trova a Shanghai, città che da 11 anni è la sua seconda casa e in cui lavora come responsabile produzione di importanti marchi della moda italiana, trasformandosi, nei ritagli di tempo, in guru del fashion. Un milione di euro come investimento di partenza per aprire due showroom (uno a Shenzhen, l'altro a Hangzhou), 30 negozi da inaugurare entro marzo 2012, una collezione di 260 capi da approntare al volo, per poi inondare la Cina col marchio “MG”, attraverso catene di negozi in franchising (si parla di 500 punti vendita). Meno male che le sfide lo esaltano: «Dovrò disegnare come un matto». Chissà se il merito è da attribuire alle gigantografie con cui tuttora, e da mesi, le pareti della metropolitana di Shanghai onorano il giovane (del '72) stilista toscano con ritratti dedicati ai suoi modelli, grandi pannelli luminosi cui, quotidianamente, sfila davanti circa un milione di persone; o alle tante interviste che le televisioni e i giornali gli hanno dedicato soprattutto nell'ultimo anno, un 2011 da favola in cui il suo negozio dalle iniziali omonime, “MG”, è stato dichiarato dalla stampa specializzata “miglior nuova proposta per la moda giovane”; o magari alla sua caparbia intraprendenza, al suo sapersi muovere con disinvoltura tra i canyon estetici di quella metropoli tentacolare.
Sta di fatto che il 2012 sarà l'anno del dragone di Fabbrica di Peccioli, il paese dove Marco è nato quarant'anni fa. «La grande svolta è capitata a marzo 2011», racconta. «Grazie alla più importante fiera della moda di Pechino, il Beijing Chic. I modelli che esponevo, circa 40, sono piaciuti molto. Da lì è iniziato tutto». Dopo una serie di incontri e “prove sul campo” («Ore e ore passate in negozio: hanno voluto che Rita, una bella ragazza cinese, si provasse tutto quel che avevo da far vedere»), il gruppo di ricchi cinesi che aveva posato gli occhi a mandorla sul suo stile («Gusto italiano contrappuntato da contaminazioni orientali») si è deciso al grande passo. Scommettere su “MG”. «Ora non resta che darci dentro con le matite e completare l'opera».
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