«Quella riduzione dei debiti l’ho fatta io»
S. Chiara: disputa tra l’ex presidente e Bacci per accaparrarsi i pochi meriti dell’azienda in emergenza
VOLTERRA
«Il piano industriale è lo stesso che presentai io, come da verbali del consiglio di amministrazione». E ancora «Quella riduzione di 100mila euro della perdita storica del S. Chiara di cui Bacci si prende i meriti è avvenuta quando io ero presidente». E’ una “guerra dei meriti” quella che mette in campo l’ex presidente Emanuele Orsi contro l’attuale, Renato Bacci.
E l’argomento è quanto mai attuale, considerato che questa mattina - seppur con ritardo - l’emergenza della casa di riposo, insieme al suo piano di risanamento, sarà finalmente dibattuta in consiglio. L’ex presidente ha conosciuto dall’interno le magagne, le dinamiche e i retroscena dell’azienda pubblica, considerato che per un anno ne è stato la guida politica, nominato dal sindaco Marco Buselli. Poi lo scandalo dei curricula falsificati, il super esperto che viene allontanato dallo stesso Buselli che lo aveva scelto.
Quindi il processo - il 24 febbraio ci sarà la prima udienza – dove Orsi è imputato per i reati di peculato, falso ideologico e truffa. «La riduzione strutturale di 100mila euro – racconta Orsi – è dovuta al taglio dei costi del personale, 5 unità, 3 pensionamenti e due persone che si sono trasferite in seguito alla vittoria di un concorso pubblico alla Asl. Inoltre è cessato il servizio con le suore che operavano nella struttura, costo pari a 20mila euro l’anno. Questo è avvenuto quando io ero presidente». Orsi definisce i suoi dettagli a prova di smentita. «I pensionamenti avvenuti quando ero in carica di 3 persone – continua – sono stati effettuati dopo un percorso con gli interessati, che responsabilmente hanno accettato di far richiesta di pensionamento. Tutti tranne uno che si è rifiutato, aggravante è la stretta parentela col sindaco». Orsi interviene sulla proposta-salvataggio Asl di trasferire al S.Chiara i pazienti del Morel: «Non è nuova – spiega – la Asl diede la sua disponibilità anche in passato, ma il sindaco rifiutò». E sul piano di rilancio: «Bacci lo ha commissionato a una società esterna, senza bando, per scaricare le responsabilità, considerato che viene bocciato dai sindacati e il direttore Damone lo ritiene lontano dalle linee strategiche regionali».
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