La manifestazione
La corte d’appello conferma il fallimento dell’azienda
PONTEDERA La Corte d'appello di Firenze conferma la sentenza di fallimento della Tecnocontrol decretata dal tribunale di Pisa lo scorso agosto. Un provvedimento atteso e che ribadisce l'esistenza...
PONTEDERA
La Corte d'appello di Firenze conferma la sentenza di fallimento della Tecnocontrol decretata dal tribunale di Pisa lo scorso agosto. Un provvedimento atteso e che ribadisce l'esistenza del debito dell'azienda nei confronti della Cassa di risparmio di Volterra di 318.152,93 euro (poi acquisito da Piaggio e origine dell'istanza presentata dalla casa della Vespa), ma anche di 700mila euro che Tecnocontrol doveva a Unicredit. Il tutto in una situazione di forte crisi aziendale, definita “irreversibile” dalla sentenza e di “di impotenza economico-patrimoniale. Ciò è riscontrabile anche nel caso di specie, in cui oltre al lamentato inadempimento nei confronti del creditore istante, risulta per esempio l’ esistenza di iscrizioni ipotecarie anche ulteriori rispetto a quella già rammentata. Non solo ma l’evidente sfiducia dei fornitori è ampiamente palesata dalla corrispondenza in atti”. In più, si legge, “in vista dell’udienza di verifica dello stato passivo, a fronte di un attivo allo stato di 15.614.489,74 euro”, in cancelleria giunsero domande di ammissione al passivo per “34.234.819,42 euro, con crediti privilegiati pari ad 21.279.716,22 euro di cui ben 9.213.477,34 euro per crediti dell’Erario”. Nella memoria per il ricorso in appello contro il fallimento di Tecnocontrol, presentata dagli avvocati Giuseppe Brini e Leandro Barsotti, si leggevano 3 motivi per cambiare la sentenza del tribunale di Pisa: “Lesione del diritto di difesa e difetto di motivazione in ordine all'abbreviazione dei termini per ragioni di urgenza, inesistenza del credito Piaggio ed esistenza di un credito della fallita liquido ed esigibile da parte di Tecnocontrol, strumentalità dell’acquisto del credito da parte della casa delle due ruote ed esistenza di idonee garanzie da parte della sua fornitrice”. La Corte d'appello ha smontato una a una le motivazioni, ponendo la parola fine a una vicenda che in pochi giorni ha stravolto il legame tra Piaggio e una delle aziende fornitrici più importante per la sua produzione. Dando vita a una nuova realtà che sembra orientata verso una dimensione di crescita.«Sono felice della decisione della Corte d'appello – ha dichiarato il legale di Piaggio Antonio Calamia – perché è stato dimostrata la bontà del lavoro svolto ad agosto».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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