La manifestazione
Cambia l’operatore ma il telefono è muto Persi clienti e affari
L’odissea di un’agenzia di viaggi di S. Prospero di Navacchio Il titolare: «Non c’è altra via d’uscita che un’azione legale»
NAVACCHIO
Sette giorni senza telefono e senza internet. Isolamento totale per l’agenzia “Voglia di partire” di San Prospero a Navacchio che, alle prese con le prenotazioni dei turisti e i contatti con i tour operator, sta facendo i conti non solo con il black out delle comunicazioni ma anche con ingenti perdite economiche.
«Per un’agenzia di viaggi non poter lavorare con un telefono è come per un panificatore non aver a disposizione un forno», si sfoga il titolare Marco Gioli. E fuor di metafora, la rabbia sale. «Perché ormai questa situazione – spiega Gioli - sta andando avanti da troppo tempo e i danni di immagine, ma anche finanziari, si sommano». Un paio di viaggi di nozze sfumati, qualche vacanza rimandata e relazioni lavorative messe a dura prova da conversazioni traballanti con cellulari che a volte trasmettono e altre volte non prendono la linea.
«Per non parlare della figura che faccio con i clienti che mi vedono organizzare le loro ferie dal mio telefonino», rincara la dose Marco. Una situazione snervante che sfiora il paradosso per l’imprenditore. «Si sprona i giovani a mettersi in proprio, a scommettere sul futuro aprendo nuove attività e poi, dopo tanti sforzi, si vedono naufragare sommerse dalla burocrazia».
Tutto nasce all’incirca un anno fa, dalla scelta del gestore telefonico a cui affidare il proprio traffico. «Ho inaugurato l’agenzia a marzo 2011 e decisi di stipulare un contratto con Vodafone. Alla fine dell’estate però, anche a causa di alcuni disservizi incontrati, decisi di passare a Telecom. A metà novembre ho avviato l’iter per il passaggio e mercoledì scorso è arrivato il tecnico ma Vodafone non mi rilascia il numero telefonico. È dalle 10 di quel fatidico mercoledì che non posso più utilizzare l’apparecchio».
Così per il proprietario dell’agenzia si apre un bivio piuttosto arduo: o cambiare il numero di riferimento e ricominciare praticamente dall’inizio, ricontattando tutti gli utenti affezionati e i tour operator o cercare altre soluzioni, magari legali.
«Mi sono appoggiato ad un’associazione di consumatori di Bientina e attraverso il Corecom siamo in fase di conciliazione con la compagnia telefonica. Per il momento però non ci sono risultati e non trovo altra uscita se non quella di intraprendere una vera e propria azione legale. Intanto – conclude Gioli - l’unica certezza resta il telefono sulla mia scrivania muto e silenzioso». E un tour de force ai limiti dell’esasperazione.
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