Il Tirreno

Pontedera

Un salasso per stalle e terreni

Gli agricoltori della Valdera hanno chiesto aiuto all’Unione e alla Provincia

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PONTEDERA

Il balzello introdotto da Monti al fine di sostituire l'Ici, colpisce soprattutto il settore agricolo con rincari annui di qualche migliaio di euro.

Finora, infatti, i fabbricati accatastati come A6 (casa rurale), A/2 e A/3 (abitazioni civili ed economiche dei coltivatori) o D10 ( fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole) non pagavano l'Ici. Ora il decreto "Salva-Italia" dedicato all' Imu spiega che «l'aliquota è ridotta allo 0,2 per cento per i fabbricati rurali ad uso strumentale. I Comuni possono ridurla fino allo 0,1%».

Cosa che gli agricoltori pisani hanno chiesto ufficilamente all’Unione della Valdera.

Facciamo qualche esempio dei rincari. Per un fabbricato di categoria D/10 ad uso stalla di superficie di 230 metri quadrati con rendita di 1.865 euro, l'imposta si calcola moltiplicando la rendita per il 5% di rivalutazione. Fanno 1958,33 euro che vanno moltiplicati per 60 (coefficiente moltiplicatore dei fabbricati del gruppo D), per un totale di 117.500 euro che va a sua volta moltiplicato per 0,2% (aliquota massima). Ne derivano 201,6 euro arrotondati a 202 euro. In caso l'aliquota venga ridotta dal Comune allo 0,1%, il calcolo sarà di 100.800 x 0,1, per un totale di 100,8 euro. Poi ci sono gli aumenti sulla casa. Per una di tipo A/3, con rendita catastale di 680 euro (rivalutata del 5% e aumentata del 60%), si pagano 456,96 euro, a cui vanno sottratti i 200 euro di riduzione per le abitazioni principali. In tutto si verranno a pagare 256,96 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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