Attenzione
Nascerà la strada del tartufo
Il punto di partenza sarà San Miniato: il progetto sarà illustrato per la prima volta il 17 marzo a Cigoli
SAN MINIATO
Il tartufo è uno dei prodotti che contraddistinguono San Miniato e la Valdegola nel mondo e per questo si devono creare nuovi espedienti per farlo conoscere ed assaporare. Nascono seguendo questa linea di pensiero due nuovi progetti che mettono in testa ai loro obiettivi quello della valorizzazione del prezioso tubero.
In vista della Mostra mercato del tartufo marzuolo di Cigoli, in programma per metà marzo, il dottor Andrea Ferreri, tra gli organizzatori dell’evento, proporrà la creazione di una “Strada del tartufo” che abbia come punto di partenza proprio il comune ai piedi della Rocca, sulla falsa riga delle già esistenti strade del vino e dell’olio che caratterizzano la campagna toscana.
«L’idea – spiega Ferreri – nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio è uno dei più importanti a livello nazionale ed internazionale per la raccolta del tartufo. Oltre alla famosissima Mostra mercato nazionale del tartufo bianco di San Miniato, infatti, anche Cigoli si è imposta a livello regionale, in questi 14 anni, per quanto riguarda il marzuolo. Creare una strada del tartufo che parta da qui e percorra varie zone della Toscana, mi sembra un ottimo modo per far conoscere ulteriormente questo prezioso prodotto e anche gli splendidi territori nei quali cresce».
Il progetto portato avanti da Ferreri è figlio di un’idea che già un anno fa è stata proposta e presentata ai funzionari regionali per le politiche agricole. In questo arco di tempo, il progetto è stato portato avanti, perfezionandolo e verificandone la fattibilità.
«Nella giornata inaugurale della mostra (il 17 marzo, ndr) – continua Ferreri – sarà organizzata una tavola rotonda con rappresentanti di Comune, Provincia e Regione per presentare e discutere dell’attuazione di questo progetto. Ancora non abbiamo pensato ad un vero e proprio percorso, vogliamo prima confrontarci con le istituzioni. Il nostro è un territorio ancora troppo poco conosciuto e creare un’iniziativa del genere vorrebbe dire pubblicizzare sia i nostri prodotti che i siti d’interesse culturale di cui siamo circondati. Anche albergatori e commercianti si sono detti disponibili a cooperare per realizzare questo progetto».
Intanto, anche il più famoso, e prezioso tartufo bianco di San Miniato è stato al centro di una discussione volta alla sua salvaguardia e al suo sviluppo. Il progetto, nato dalla cooperazione tra Regione Toscana, Comune di San Miniato e Associazione tartufai delle colline sanminiatesi, punta ad una vera e propria “valorizzazione culturale del prodotto”, che mirerà, tra le altre cose, a realizzare dei corsi di formazione per chef, con l’obiettivo di mostrare loro i diversi modi di interpretare e valorizzare questo tubero in campo culinario.
Per la realizzazione di questo progetto, la Regione, come dice l’assessore regionale allo sviluppo rurale, Gianni Salvadori, ha pronto un finanziamento di circa 60mila euro in due anni.
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