Il Tirreno

Pontedera

Dall’Imu stangata alle case sfitte

di Emilio Chiorazzo
Dall’Imu stangata alle case sfitte

Il Comune ha deciso di applicare l’aliquota massima: gli alloggi vuoti saranno tassati al 10,6 per mille

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PONTEDERA

È guerra ai fondi sfitti, con un duplice obiettivo: distribuire con equità il peso tributario delle entrate del Comune e smuovere un mercato immobiliare che, poi, tradotto in termini più pratici, significa soprattutto smuovere l’economia locale.

E’ questo il motivo per il quale l’amministrazione comunale di Pontedera ha deciso di applicare l’aliquota massima, per l’Imu, l’imposta municipale unica, che sostituirà da quest’anno l’Ici, l’imposta comunale sugli immobili: i proprietari dei fondi sfitti dovranno calcolare il loro importo da versare nella misura del 10,6 per mille.

Stesso trattamento anche per gli immobili strumentali, a destinazione produttiva, vale a dire quei locali che sono dati in affitto per essere utilizzati in attività produttive (negozi, piccoli laboratori e altro).

La manovra finanziaria del Comune di Pontedera, per l’anno in corso, non è ancora stata presentata ufficialmente, ma le anticipazioni fatte sono molte, soprattutto negli incontri che la giunta guidata da Simone Millozzi sta svolgendo nelle varie frazioni e nei quartieri, con le Consulte.

L’Imu per le abitazioni principali rimane quella definita dal decreto Salva l’Italia di Mario Monti, vale a dire al quattro per mille. E, così come prevede il decreto, saranno applicate anche le riduzioni, legate al numero dei figli presenti nelle abitazioni: 50 euro per ognuno dei figli (la riduzione è prevista fino a 26 anni d’età).

Garage e pertinenze. Queste tipologie di alloggi seguono le aliquote dell’abitazione: se riguardano la principale verranno tassate al 4 per mille. Se invece fanno riferimento a un’abitazione sfitta, saranno tassate al massimo dell’aliquota prevista.

Chi paga di più. Se prendiamo come riferimento lo scorso anno, i proprietari delle prime case (o principali) si trovano a versare il cento per cento. Era dal 2007 che non veniva pagata, per questa tipologia di alloggi l’imposta comunale sugli immobili.

Facendo due conti, i single che vivono in una casa spaziosa saranno più tartassati rispetto a quello che erano chiamati a versare cinque anni fa. Per le famiglie, conta - come abbiamo detto - il peso della riduzione legata al numero dei figli. E, in molti casi, l’importo da versare risulta addirittura inferiore a quello richiesto prima del 2007.

Il gettito. Ma quanto entrerà nelle casse di Palazzo Stefanelli? Anche in questo caso ci aiutano le cifre. Complessivamente, dalla manovra arrivano in meno 2,3 milioni di euro.

Lo scorso anno dall’Ici il Comune ha incassato 7,4 milioni di euro. L’importo è quello scaturito dall’imposta per le seconde case e gli altri immobili. Circa cinquemila fabbricati, in città.

Per compensare i mancati introiti delle prime case, dal governo sono arrivati circa 2 milioni di euro (1,9 per la precisione). In tutto, le case, hanno fruttato nel 2011 al bilancio comunale 9,3 milioni di euro.

Quest’anno, con l’Imu, sarà diverso. Il Comune incasserà di più, perché l’imposta grava su tutti gli immobili presenti sul territorio comunale. Il calcolo fatto dagli uffici di Palazzo Stefanelli (che possiede la mappa delle tipologie delle case presenti in città) l’introito dovrebbe aggirarsi intorno ai 12,4 milioni di euro.

Di questi 5,5 vanno trasferiti allo Stato. Calcolatrice alla mano, a Pontedera, per essere utilizzati in città, rimarrà un importo inferiore allo scorso anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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