Attenzione
Soldi pubblici per pagare il legale del presidente
VOLTERRA Sarebbero state quasi tre mensilità di un operatore quei 3.700 euro e spiccioli liquidati all’avvocato. Soldi pubblici del Santa Chiara spesi per pagare il parere richiesto al legale...
VOLTERRA
Sarebbero state quasi tre mensilità di un operatore quei 3.700 euro e spiccioli liquidati all’avvocato. Soldi pubblici del Santa Chiara spesi per pagare il parere richiesto al legale Giancarlo Altavilla rispetto alla legittimità o meno del suo compenso (reputata legittima) come presidente dell’azienda per i servizi alla persona di Volterra. Lui è Renato Bacci: il 30 maggio scorso il consiglio di amministrazione dell’azienda delibera e liquida la cifra richiesta dall’avvocato. Una mossa che, oggi più che mai, fa insorgere i 35 dipendenti che da l’altro ieri sono in stato di agitazione per cercare di salvare in salvabile di una struttura in piena emergenza.
«Secondo noi si trattava di una richiesta personale del presidente e come tale non doveva pagarla con i soldi pubblici. Una cifra pari quasi a tre mensilità se si pensa che un operatore prende intorno ai 1200 euro», sottolineano dalla rsa interna.
All’avvocato Altavilla era stata chiesto un parere sull’applicazione o meno della legge 122 del 2010 sulla riduzione dei costi della pubblica amministrazione. L’esito arriva i primi di maggio: Bacci può riscuotere il compenso. «Noi al contrario – continuano - pensiamo che questa legge si debba applicare anche nel caso di un’azienda pubblica come la nostra e lo chiediamo con forza». Sullo stesso tema interviene anche Sonia Antoni della Cgil Volterra. «Il presidente –dice – afferma che la riduzione dei costi dei vertici è un problema del sindaco e non suo. È vero e auspico che il sindaco se ne occupi, ma di fronte alla drammaticità della situazione e alla preoccupazione che Bacci esprime nei confronti dei lavoratori che hanno perso il posto, almeno a livello morale, un suo gesto spontaneo di riduzione del compenso sarebbe stato politicamente un segnale apprezzato». Sulla questione dimissioni eventuali di renatoBacci: «Il presidente parla di dimissioni che non intende rassegnare – si chiede – A questo proposito mi viene da pensare a chi le ha chieste? O forse è lui stesso che si domanda e si risponde?».
E pure sullo stato di emergenza della struttura, critiche le osservazioni di Antoni. «Bacci sostiene che l'emergenza vera è rappresentata dai mancati ricoveri da parte dell'Asl e ad oggi è un dato di fatto. Ma la cosa più grave in questi anni, è la mancanza di una vera progettualità e programmazione sul territorio delle attività socio- assistenziali, volta soprattutto ad una diversificazione dei servizi dell'Asp , come la legge regionale 43/2004, gli riconosce. Non aver colto in tempo le opportunità offerte pone oggi le istituzioni e la politica di fronte a gravi responsabilità verso chi perde il posto ed i cittadini che si trovano a fare i conti con l'impoverimento dei servizi».
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