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Pirogassificatore, verso il Tar Il Comitato guarda al Comune

di Nilo Di Modica
Pirogassificatore, verso il Tar Il Comitato guarda al Comune

Il 21 febbraio scade il termine per la presentazione dei ricorsi contro l’autorizzazione all’impianto Il tecnico Stevanin: «Nell’autorizzazione non è stato preso in considerazione il principio di cautela»

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CASTELFRANCO DI SOTTO

Si è concluso con una nuova ondata di adesioni l'ultimo appuntamento organizzato dal Comitato Antinquinamento all'Orto di San Matteo. Adunata che ha visto nel complesso la partecipazione di quasi un centinaio di persone riunite mercoledì sera in ultima istanza, prima del 21 febbraio, data entro la quale devono essere presentati tutti i ricorsi. Presenti, oltre ai legali, anche numerosi medici di famiglia ed un'agente immobiliare locale per ribadire le problematiche relative alla salute e alla svalutazione delle case.

Durante la serata sono emersi ulteriori dettagli circa la strategia del comitato di fronte ai giudici amministrativi del Tar. A chiarirli è lo stesso Marco Stevanin, il tecnico incaricato dal fronte del no per elaborare la perizia che prenderà di mira innanzitutto le motivazioni addotte per non sottoporre l'intero progetto alla Via, valutazione d'impatto ambientale. «Siamo di fronte a una decisione presa senza prendere minimamente in considerazione il principio di cautela, di cui le amministrazioni dovrebbero essere le prime garanti – ha spiegato Stevanin –.E tanto più quando, come in questo caso, si ha a che fare con dati ipotetici e con la necessità di fare sperimentazione all'interno di un impianto che tratta rifiuti speciali e produce altri rifiuti speciali disperdendo cloro, ammoniache, zinco, mercurio ed altre sostanze nocive».

Al centro del dibattito anche le altre due iniziative legali in corso, in particolare, oltre a quella di Rifondazione comunista, quella intentata dal Comune di Castelfranco che sarebbe già stata depositata e andrebbe in udienza preliminare il prossimo 28 febbraio. Ricorso che in ogni caso sarà al centro del consiglio comunale aperto di sabato, al quale il comitato ha già annunciato la sua presenza “critica” e in forze.

«Non dobbiamo mai dimenticare che tutti i ricorsi, le firme ed i tentativi di bloccare questo impianto nascono a causa della non ottemperanza di coloro che dovevano tutelarci e non lo hanno fatto – ha dichiarato la presidente Aurora Rossi Taglialagamba –. Questa è la verità che ribadiremo anche al consiglio».

Il tutto senza escludere la possibilità di un fronte comune in sede legale. «Superata la fase della sospensione dell'autorizzazione, la prospettiva di partecipare “ad adiuvandum” anche all'azione del Comune, per portare ulteriori argomentazioni, è da valutare – spiega l'avvocato Ettore Nesi –. In ogni caso, nella fase più matura del procedimento è probabile che gli stessi giudici decidano di accorpare». Parole alle quali segue anche un appello per la raccolta delle adesioni. «La nostra forza è nel numero ed è importante dare un messaggio chiaro – ha aggiunto Rossi –. I timori di alcuni, in vista del ricorso e delle spese, sono infondati. Ciò che per adesso stiamo elaborando è un ricorso amministrativo, non in sede civile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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