La protesta
La pena resta sospesa solo se si pagano i danni entro un mese
Provvisionali, il Tribunale di Pontedera obbliga alla celerità Se non si versano i soldi, scatta il carcere: già 2 le sentenze
Se non risarcisci il danno vai in carcere. È questa la filosofia che è stata usata, negli ultimi tempi, dai giudici del tribunale di Pontedera, in alcuni processi: pensa sospesa, ma con una condizione. Se entro trenta giorni la parte lesa non riceve il versamento della provvisionale che è stata stabilita dal giudice, si aprono le porte del carcere per il condannato.
I casi. Il primo processo che si è concluso con questa condizione riguarda un infortunio sul lavoro che si è verificato cinque anni fa a Calcinaia, alla SelPlastica. Un dipendente, di nazionalità indiana, a causa della fuoriucita da un macchinario di materiale incandescente, si procurò delle ustioni. Chiamato a rispondere dell’infortunio, Glodi Grossi, di 28 anni, di Pontedera, come amministratore dell’azienda. nei suoi confronti il giudice ha emesso una sentenza di condanna a tre mesi. Pena che il giudice ha sospeso, a un patto: che i quindicimila euro decisi come risarcimento danni per l’operaio che ha subito le ustioni, devono essere versati entro un mese. Altrimenti salta la sospensione. E la pena diventa da... eseguire. In carcere.
L’incidente stradale. L’altro caso, preso in considerazione dal tribunale di Pontedera, riguarda un incidente stradale che si è verificato nel gennaio di quattro anni fa a Poggio Adorno, lungo via delle Pinete nel Comune di Santa Croce sull’Arno: Walter Carli, lucchese ma residente a Santa Croce era alla guida della sua auto, un’Opel Astra, quando investì Dario Quirici, cinquantenne della provincia livornese, che finì in un fossato e riportò numerose ferite. L’uomo alla guida dell’auto s’allontanò dal luogo dell’incidente, il ferito fu soccorso, portato all’ospedale e curato. Ma ha subito una lesione permanente a un braccio. Al termine del dibattimento il giudice ha emesso una sentenza di condanna a nove mesi a carico di Walter Carli che, pentito della sua fuga, si era ripresentato alle forze dell’ordine e anche all’udienza. Che, come il caso precedente, restano sospesi a una condizione: entro un mese dev’essere versata al ferito la provvisionale di ottantamila euro decisa come risarcimento dei danni.
Un metodo per eccorciare i tempi. Le decisioni del giudice pontederese puntano a ridurre i tempi di attesa per ottenere un risarcimento danni. Tempi che sono sempre troppo lunghi, spesso condizionati anche dalle lungaggini giudiziarie. Molto spesso, poi, le decisioni ricadono sulle compagnie assicurative che coprono questi rischi e che non hanno tempi celeri per risarcire i danneggiati.
Emilio Chiorazzo
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