Sicurezza
L’Unione divisa sul balzello: vince il no
Se fosse una partita di calcio, vincerebbe il fronte del “no”. Solo per un parere, ma avrebbe la meglio. La maggior parte dei Comuni dell’Unione Valdera si dice contraria all’introduzione
PONTEDERA. Se fosse una partita di calcio, vincerebbe il fronte del “no”. Solo per un parere, ma avrebbe la meglio. La maggior parte dei Comuni dell’Unione Valdera si dice contraria all’introduzione della tassa di soggiorno. «Abbiamo un turismo embrionale, inserirla significherebbe dare un colpo mortale a un settore in evoluzione», dice la sua Mirko Terreni, primo cittadino di Lari. Chi dice sì, come David Turini, presidente dell’Unione e sindaco di S.Maria a Monte parla di un’opportunità di equità fiscale in un momento dove si fa fatica a chiudere i bilanci.
La discussione sui tavoli dell’Unione è aperta. «Se verrà introdotta come area, saranno salvaguardate le singole autonomie e anche Crespina dice no, per non danneggiare un settore che funziona tre mesi l’anno con un balzello che sarebbe nocivo», spiega Thomas D’Addona. Breve ma chiaro il pensiero di Francesca Mancini, al timone di Chianni: «Bisognerebbe pagare la gente per farla venire in vacanza non il contrario». No anche da Calcinaia. «Non vogliamo appesantire la fiscalità su un settore che già fatica», spiega Lucia Ciampi. Sulla stessa linea Alessio Lari, sindaco di Buti. «Sarebbe pretestuoso applicarla».
Più possibilista Giorgio Vannozzi da Casciana: «La tassa di soggiorno non rientra nelle scelte, è necessario però decidere con una decisione univoca per il territorio». Fabio Tedeschi da Lajatico è favorevole, «o tutti o nessuno, per evitare concorrenza – dice – E’ uno strumento che la legge ti dà per migliorare i servizi». Sulla stessa riga Filippo Fatticcioni da Capannoli: «Visto che i residenti fanno sacrifici, perché non dividerli anche con chi viene da fuori». Positivo Corrado Guidi da Bientina: «1.50 euro poco più di un caffé che vuoi che sia». Tra tutti i Comuni, quello che insieme a Casciana, ha più ragioni turistiche è Palaia. «A noi da aprile a settembre ci raddoppia lam popolazione, tutta gente che non fa per esempio la differenziata. E’ giusto che diano un contributo alla comunità, soldi che poi saranno reinvestiti nel settore».
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