Il Tirreno

Pontedera

Edifici ecclesiastici, l’Ici sfiora i 30mila euro

Il Comune ha avviato il censimento di immobili e terreni. Corsi: «Ci sono situazioni imbarazzanti»

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SAN MINIATO. «La chiesa paghi l'Ici, anche a San Miniato». L'appello è di Fabio Corsi, consigliere comunale dei Comunisti Uniti, che porta così all'ombra della Rocca uno dei grandi temi del momento.

Se n'è parlato nell'ultimo consiglio con un'interrogazione, in cui si chiedeva l’elenco degli gli immobili riconducibili a enti o organizzazioni religiose sul territorio comunale e la loro destinazione d’uso, nonché i pagamenti Ici effettuati negli ultimi 5 anni. «Gli uffici comunali – spiega il sindaco Vittorio Gabbanini – hanno iniziato da tempo un esame della correttezza dei versamenti effettuati dai soggetti che possono rientrare nell'esenzione prevista dal decreto del 2006, che stabilisce la non applicabilità dell'imposta per le attività che "non abbiano esclusivamente natura commerciale". Si tenga conto, però, dell'elevato numero di immobili coinvolti, la difficoltà a risalire all'effettiva proprietà e la presenza, talvolta, di accatastamenti non più rispondenti alla situazione attuale».

In base ai dati forniti, infatti, le particelle catastali da sottoporre a verifica, fra immobili e terreni, sono oltre 700, per le quali, tra 2006 e 2010, il Comune ha incassato circa 152mila euro. «Praticamente 30mila l’anno – afferma Corsi –. Una miseria. Scorrendo l’elenco saltano agli occhi alcune situazioni imbarazzanti, come organizzazioni ecclesiastiche i cui immobili sono adibiti ad affittacamere, con pubblicità pure su internet, e che pagano 300 euro l’anno, oppure parrocchie nei cui locali si svolgono stabilmente attività di ristorazione ma che versano solo 600 euro l’anno». Il riferimento è soprattutto al complesso di San Francesco, affacciato sulla Francigena, che ha a disposizione alcune decine di camere, oltre a locali di proprietà parrocchiale che ospitano alcuni ristoranti della zona.

«Non si capisce come possano sussistere certi privilegi – riprende Corsi – solo per la volontà di agevolare economicamente la Chiesa, mentre allo stesso tempo si tartassano i cittadini, specialmente le fasce più deboli. Stiamo attendendo che i controlli a San Miniato finiscano quanto prima, e che venga imposta una tassazione giusta». E conclude: «Intanto, al prossimo consiglio, presenteremo una mozione che impegni il sindaco ad assumere, in sede Anci, una posizione nettamente favorevole alla soppressione di questo assurdo privilegio».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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