Il Tirreno

Pontedera

Bastonato e avvelenato, tragica morte di un cane

Bastonato e avvelenato, tragica morte di un cane

A Peccioli, locandine e manifesti in tutto il paese per condannare il gesto. La proprietaria: abbiamo sporto denuncia, in passato avevamo ricevuto minacce

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Una ricerca estenuante nelle campagne di Peccioli. Dieci giorni angoscianti nell’attesa di rivedere quel batuffolo di pelo tornare a casa. Per poi scoprirlo morto in un’oliveta vicino: preso a bastonate e poi avvelenato. Finisce così la breve vita di Bubi Nupy, una fine atroce fitta di misteri, minacce, analoghi eventi passati che ha portato a una denuncia contro ignoti per il reato di uccisione di animali. E un intero paese che urla la sua condanna per il gesto con locandine e manifesti dislocati in tutto il paese. Nelle pizzerie, nei forni,al bar, alla sede della Misericordia, alla Asl, alla Coop, negli ambulatori: dappertutto ci sono le foto del volpino spitz di due anni. In vita e da morto. Con una sonora diffida sia da parte dell’Enpa - ente nazionale protezione animali - che da parte della famiglia proprietaria del cane.

«Da quello che emerge dall’autopsia si presume che il canino sia stato avvelenato volontariamente, questo oltre a essere un reato penale, è il gesto più infame che un essere umano possa compiere», denuncia l’Enpa. Sia l’associazione che i proprietari di Bubi Nupy sono in cerca di qualcuno che possa avere visto qualcosa. E’ direttamente Silvia Pellegrini, figlia dei due anziani proprietari del cane, a raccontare l’ultima volta che ha visto l’animaletto, fuori casa sua, nelle campagne di Peccioli. Perché Bubi è morto proprio quando era, in alcuni periodi dell’anno, a casa sua. «Voglio sottolineare – racconta –che abito in una zona abbastanza isolata, dove abitano poche famiglie. Il 31 dicembre il cane che aspettava davanti alla porta il pranzo – spiega – Non si allontanava mai, solo quando passava qualcuno, andava nel piazzale a controllare e poi tornava».

Intorno alle 13 Bubi si allontana, per non tornare mai più. «Lo abbiamo cercato ovunque, lo abbiamo chiesto ai vicini».Silvia racconta di minacce subite nel settembre scorso da alcuni vicini rispetto al fastidio provato nel sentire il cane abbaiare. Minacce di morte dell’animaletto. Il volpino viene ritrovato morto dieci giorni dopo in un’oliveta attigua. «Quando l’abbiamo cercato, là non c’era». Poi arriva l’autopsia a testimoniare non solo che il cane era stato avvelenato, Ma che è stato preso a bastonate, tanto da avergli causato un’emorragia al polmone. «Ci auguriamo di provocare un sano sentimento di vergogna nei confronti dei colpevoli di tali violenze», chiude Silvia

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