Attenzione
Sei posti persi e personale in agitazione
Emergenza al S.Chiara: calano i pazienti. Dai sindacati feroci critiche al piano di risanamento: tagliare i costi dei vertici
VOLTERRA
Sei i dipendenti della cooperativa che opera nel Santa Chiara che hanno perso il posto di lavoro. Cinquantaquattro su 74 i posti che mediamente da mesi vengono occupati dai pazienti all'interno dell'azienda di servizi alla persona.
Bastano questi numeri a spiegare il motivo che ha portato i sindacati a chiedere lo stato di agitazione del personale e di sospendere il compenso del presidente, oltre che la riduzione da tre a uno del numero dei revisori dei conti. I rapporti fra lavoratori e presidenza stanno velocemente giungendo ai ferri corti.
La situazione è emersa dall'assemblea che i dipendenti del Santa Chiara hanno effettuato l'altro giorno con i sindacati e dall'incontro tra i rappresentanti della Rsa aziendale con il sindaco di Volterra e il presidente Renato Bacci.
Un doppio appuntamento per discutere sul piano di risanamento aziendale e sul difficile clima all'interno del S. Chiara. «Esprimiamo forti preoccupazioni per il clima – dicono i sindacati – e il contesto di incertezze che avvolge l'azienda, aggravato dal mancato invio di ospiti da parte del'Asl, che a oggi fa registrare una presenza di poco più di 50 ospiti rispetto ai 74 posti letto disponibili. Una situazione drammatica in cui si intrecciano problemi occupazionali e di tutela dei lavoratori, con quello che sarà il destino ed il ruolo del Santa Chiara e dei servizi socio-assistenziali nel territorio dell'Alta Valdicecina, che è caratterizzato da una elevata densità di popolazione anziana».
Il problema è che mancano «chiari indirizzi politici da parte dei soggetti istituzionalmente competenti», ma anche «un'appropriata programmazione dei servizi assistenziali nella zona».
Su tutto questo, poi, pendono i dubbi sul piano industriale, ritenuto debole e pieno d'incertezze: «Se da un lato il passaggio e la gestione del personale del Santa Chiara alla cosiddetta New-co presenta un percorso pieno di incognite, dal punto di vista delle prospettive l'unica certezza è la contrazione del costo del lavoro, prevedendo di passare all'esaurimento del personale con contratto pubblico».
E in questo contesto «non c'è tempo da perdere, mentre è invece incomprensibile e mortificante per i lavoratori e le lavoratrici, dover tristemente prendere atto dell'immobilismo istituzionale ai quali si chiede di assumersi le proprie responsabilità e di svolgere il ruolo che gli compete».
Le richieste dei sindacati e dei lavoratori sono chiare: al presidente della Società della Salute di attivare con urgenza rapporti con l'Asl 5 e la Regione, affinché siano chiariti gli impegni che si intendono assumere nella zona, rispetto alla programmazione ed alla gestione dei servizi socio- assistenziali. Al Comune di Volterra di procedere ad un' attenta verifica dei costi di presidente, consiglio d'amministrazione e organi di revisione del S. Chiara, perché riteniamo che il conto degli errori commessi non possa essere scaricato solo sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici».
La conclusione di tutto questo non può che essere una richiesta urgente d'incontro all'assessorato alla salute della Regione, per chiarire una volta per tutte il ruolo dell'azienda di servizi alla persona di Volterra, nell'ambito della programmazione socio-sanitaria dell'Area Vasta e le rispettive risorse assegnate.
Inoltre si procede con la proclamazione dello stato di agitazione del personale, «finalizzato ad intraprendere ogni iniziativa ritenuta opportuna ad ottenere risposte e soprattutto l'assunzione di responsabilità di governo del territorio per quanto attiene il settore socio-assistenziale».
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