Il Tirreno

Pontedera

Viaggiare ad ammoniaca già su strada il prototipo

di Manolo Morandini
Viaggiare ad ammoniaca già su strada il prototipo

Il futuro passa da Pontech, un autocarro “green” per la raccolta dei rifiuti dopo due anni di ricerca messo in moto il motore alternativo al petrolio

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PONTEDERA

La mobilità del futuro nasce a Pontedera. Quella che prova a tracciare sentieri alternativi all’uso dei combustibili fossili guarda all’idrogeno e all’ammoniaca come soluzioni a portata di motore. È questo l’ultimo ritrovato presentato nel quartier generale di Pontech, capofila del progetto che vede in pista Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna e un pool di imprese locali, EDI Progetti, ACTA e BIGAS. Una soluzione già a bordo di un autocarro da 35 quintali. Messo su strada in versione prototipo, ma allestito con vasca portarifiuti e volta bidoni per la raccolta porta a porta dei rifiuti. Un modo per dire: si può fare. E che Pontedera segna una prima su scala nazionale e forse dai confini ben più ampi.

La prova su strada dell’autocarro alimentato ad ammoniaca liquida traccia un nuovo sentiero industriale. Per i progettisti non ci sono ostacoli tecnologici e neppure di costo per dare impulso a una nuova gamma di veicoli a combustione “green”. Dal tubo di scarico, infatti, escono soltanto vapor d’acqua e ossidi di azoto, che sono facilmente abbattibili con tradizionali sistemi catalitici.

E così, dopo le Fiat Multipla e i Doblò alimentati a idrogeno, alcuni esemplari sfrecciano per le vie di Milano e uno anche all’interno dell’aereoporto di Amburgo, adesso è la volta dei mezzi ad ammoniaca liquida. Una soluzione che consente di superare il problema dello stoccaggio dell’idrogeno a bordo di veicoli, a causa dell’elevatissimo volume specifico. L’ammoniaca liquida, infatti, a temperatura ambiente e a circa 8 bar di pressione, equivale ad avere a bordo un serbatoio di gpl.

«Sono tre i progetti che affrontano a 360° le problematiche e le potenzialità dell’uso dell’idrogeno da cui deriva il veicolo ad ammoniaca – spiega il direttore di Pontech Giuseppe Pozzana –. Tutto è nato da un’iniziativa promossa dal Comune di Pontedera e dalla Provincia di Pisa, condivisa e finanziata dalla Regione Toscana. Il protocollo è del 2007».

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