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Solvay, a un passo dalla “cassa” gli operai di Ponteginori

Solvay, a un passo dalla “cassa” gli operai di Ponteginori

MONTECATINI La cassa integrazione allo stabilimento di Ponteginori della Solvay non sarà in deroga, ma straordinaria, visto che la Regione Toscana ha risposto negativamente alla prima richiesta...

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MONTECATINI

La cassa integrazione allo stabilimento di Ponteginori della Solvay non sarà in deroga, ma straordinaria, visto che la Regione Toscana ha risposto negativamente alla prima richiesta avanzata dall'azienda. La procedura che riguarda 23 dei 42 dipendenti della fabbrica, comunque, va avanti e potrebbe essere già messa in pratica nei prossimi giorni. Non ci sono termini indicati dalla dirigenza, ma solo la certezza che le pratiche sono già state tutte sistemate. Lavoratori a un passo dalla cassa integrazione, quindi, in un clima non certo ideale per le trattative, visto che la multinazionale belga è impegnata anche sul fronte regionale, all'interno del confronto con le istituzioni per il rinnovo delle concessioni di Cecina e Poppiano.

La decisione di Solvay di avviare la procedura di cassa integrazione, secondo il Comitato per la difesa della Valdicecina, sarebbe una forzatura per ottenere il via libera alle concessioni e le condizioni poste al tavolo regionale. Nel primo incontro l'azienda ha prospettato una situazione molto negativa sotto l'aspetto della produttività nello stabilimento di Ponteginori e in generale un quadro non esaltante per la divisione italiana della multinazionale. Da qui la decisione di far ricorso all'ammortizzatore sociale che potrebbe essere messo in pratica a breve. Un momento non facile per i lavoratori coinvolti che non hanno certezze sul loro futuro immediato. Ma la vicenda si riflette in maniera negativa anche sull'intera Valdicecina, dove Solvey riveste un ruolo fondamentale per l'occupazione.

Intanto ieri sera il Comitato per la difesa della Valdicecina si è riunito a Saline di Volterra per discutere su alcune iniziative rivolte all'opinione pubblica rispetto al caso Solvay e ai passaggi istituzionali e mediatici che la multinazionale sta compiendo. «Ci sembra che l'azienda stia facendo passi decisi verso obiettivi precisi per il proprio tornaconto – spiegato esponenti del Comitato – e crediamo sia giusto controbilanciare queste azioni con qualche iniziativa pubblica rivolta direttamente alle persone che abitano in Valdicecina e che sono quelle maggiormente coinvolte nell'attività di Solvay sul nostro territorio. La nostra speranza è sempre quella di poter rivedere gli accordi e di ottenere benefici per le popolazioni di Saline e dintorni».

Andreas Quirici

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