Attenzione
Marconcini: «La Geofor sa fare il proprio lavoro»
Geofor torna a difendere il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti e interviene sulla presunta migrazione dei rifiuti nella cittadina dopo l’introduzione del servizio.
SANTA CROCE. Geofor torna a difendere il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti e interviene sulla presunta migrazione dei rifiuti nella cittadina dopo l’introduzione del servizio.
«La scelta del Comune – afferma il presidente della Geofor Paolo Marconcini (nella foto) – non è stata quindi avventata e forse, sommessamente, posso dire che anche la Geofor sa fare il suo lavoro. Certo non tutto va sempre bene e ogni cosa è migliorabile. Ora, il consigliere d’opposizione Stefano Giannotti è preoccupato per la migrazione dei rifiuti conseguente al porta a porta. Riflessione legittima, però senza esagerare. La riduzione dei rifiuti che consegue ovunque al sistema di raccolta domiciliare non è data solo dall'abbandono in altro loco dei rifiuti (che pure è un problema da non sottovalutare) ma anche e soprattutto al contenimento delle utenze non domestiche che non possono più confluire liberamente (e spesso non correttamente) nei cassonetti. E sono costrette a seguire altri criteri e autorizzazioni per lo smaltimento. In ogni caso la diminuzione della produzione totale dei rifiuti è un fatto generalizzato ed è dovuto alla crisi economica, che è anche crisi dei consumi, nonché all'incremento della raccolta differenziata, soprattutto con l'introduzione del porta a porta. Infatti nel 2011 nei 25 comuni della provincia di Pisa serviti da Geofor sono stati prodotti e raccolti 221.618 tonnellate di rifiuti urbani, 11 mila in meno del 2010. I rifiuti indifferenziati nel 2011 sono stati 127.215 tonnellate, 15.137 in meno del 2010. E abbiamo differenziato nel 2011 94.403 tonnellate di rifiuti, 4.071 in più del 2010. Il “porta a porta” è un mezzo e non un fine, il fine è riciclare, ma è uno strumento utilissimo ed efficace per ottenere un’elevata quantità e, speriamo, qualità del rifiuto raccolto, però è sicuramente un sistema che prevede dei costi di gestione in più rispetto alla tradizionale raccolta a cassonetto».
Dunque, secondo Marconcini, non si può ancora dire che i costi si ridurranno, perché accanto alla riduzione di costi, quali l'eliminazione dei cassonetti, il minor conferimento in discarica e la non applicazione dell'aggravio dell'ecotassa, si aggiungono aumenti di costi di dotazione e sopratutto di servizio. «Nelle assemblee – aggiunge il presidente di Geofor – abbiamo sempre parlato di possibile compensazione di prospettiva della spesa, semmai con una tendenza al rialzo che poi tende a livellarsi. Questo se non vogliamo avere discariche ed impianti di trattamento in eccesso e vogliamo conseguire un maggior rispetto dell'ambiente che ci circonda. Una recente analisi prodotta da “Ambiente Italia”, la società che concorre alla redazione del piano regolatore dei rifiuti, ha messo in evidenza in un bel grafico come i costi di Geofor ad abitante o tonnellata siano tra i più bassi delle altre principali aziende che operano nell'Ato Costa delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara».
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