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Pontedera

«Ci siamo fermati dentro il bar per motivi tecnici»

«Ci siamo fermati dentro il bar per motivi tecnici»

La difesa dei tre collaudatori sospesi dalla Piaggio Faranno ricorso: «Uno dei motori stava perdendo olio»

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PONTEDERA

«Sono rimasti nel bar non pù di 25 minuti. E si sono fermati per motivi tecnici: uno dei veicoli che stavano collaudando, perdeva olio dal carter». A raccontarlo, per conto dei tre collaudatori della Piaggio, sospesi per 5 giorni, dopo che era stata contestata loro una sosta in un bar, è l’avvocato Annamaria Sinno, che li assisterà nella difesa-ricorso verso la sanzione disciplinare comminata dall’azienda.

Il bar in questione è il circolo a Pardossi. «Non sono rimasti lì 50 minuti, come contesta la Piaggio – spiega il legale – e, nel locale, che è uno dei pochi punti id ristoro aperti nelle ore serali si sono avvicendate, a rotazione, diverse squadre di collaudatori. E’ pacifico e non contestabile il fatto che le pause vengano svolte in locali pubblici, a maggior ragione con le rigide temperature di questi giorni. A prescindere da eventuali programmazioni televisive». Già, perché l’altra contestazione è che i tre si erano fermati per seguire una partita di calcio alla tivvù.

«Non c’è un regolamento aziendale Piaggio– sottolinea l’avvocato Sinno – e quindi non sono regolamentate soste e loro durata. La mansione è particolare e richiede autonomia nella gestione dei tempi di lavoro e di pausa, che vengono organizzate anche in base alle condizioni climatiche, tipologia di percorso, problemi tecnici dei veicoli». Cosa che è successa l’altra sera, quando i tre sono stati sorpresi al circolo e sanzionati. « Le contestazioni di Piaggio – conclude il legale – sono prive di fondamento. I tre lavoratori sono in grado di dimostrare la legittimità della loro condotta».

Sulla mancanza di un regolamento aziendale punta il dito anche la Fiom. La Rsu aziendale venerdì, all’indomani della sospensione, ha effettuato anche un’ora di sciopero. «C’è sporporzione – dicono i sindacalisti Fiom – tra i fatti contestati e i provvedimenti assunti dall’azienda, che comportano la possibilità di licenziamento immediato. Occorre fare ricorso a questo e all’accusa di danno di immagine, che la Piaggio ritiene di aver subito. Lo sciopero, compatto, è stato fatto non solo per solidarietà, ma per difendere la dignità dell’impegno e del lavoro dei 3 dipendenti sospesi».

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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