Il Tirreno

Pontedera

I Comuni disposti a pagare per avere il giudice di pace

di Giacomo Pelfer
I Comuni disposti a pagare per avere il giudice di pace

San Miniato: il consiglio all’unanimità chiede il mantenimento del servizio Lunedì si riuniscono i quattro sindaci del comprensorio per valutare la spesa

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SAN MINIATO

Potrebbero essere i Comuni della zona, in futuro, a farsi carico del mantenimento del giudice di pace a San Miniato.

E' la possibilità da ultima spiaggia che le amministrazioni saranno chiamate a valutare, seriamente, per evitare la soppressione dell'ufficio giudiziario e il suo accentramento verso la sede di Pontedera. Quello di San Miniato, infatti, insieme a Cascina e Volterra, è uno dei 674 uffici destinati a scomparire in base ad un decreto approvato a dicembre dal Consiglio dei Ministri. Lo stesso decreto, tuttavia, offre agli enti locali, anche consorziati tra loro, la possibilità di farsi carico interamente delle spese di funzionamento del servizio e del personale amministrativo.

La questione sarà affrontata lunedì in un incontro che riunirà i sindaci di San Miniato, Santa Croce, Castelfranco e Montopoli. «E' un allarme che avevo già sollevato mesi fa – dice il vicesindaco di San Miniato Chiara Rossi -; abbiamo preso contatti con l'Ordine degli avvocati di Pisa, dal quale, sempre lunedì, dovremmo ricevere una lettera di sostegno». Intanto, nel consiglio comunale di venerdì, è stato votato all'unanimità un ordine del giorno contro la soppressione dell'ufficio. «L'ufficio del giudice di pace – si legge – è la sede di giustizia più vicina alle persone, a vantaggio soprattutto della popolazione che ha più difficoltà ad accedervi per motivi economico-sociali, fornendo decisioni celeri e rispondenti alle necessità dei richiedenti. Le soppressioni porterebbero a disperderne i risultati, con un duro colpo alla città di San Miniato».

Il documento impegna quindi l'amministrazione «ad attivarsi in tutte le sede per scongiurare la scomparsa dell'ufficio e ad esplorare la possibilità di tenere aperto il servizio in forma associata o consortile con gli altri Comuni». «Questo ordine del giorno – ha ricordato Laura Cavallini di Sel – nasce anche dalle istanze dei cittadini e della consulta». «Non deve passare come una rivendicazione campanilistica – ha aggiunto Simone Giglioli (Pd) -: l'obiettivo è difendere un servizio di prossimità per i cittadini, consapevoli, però, che i Comuni non potranno continuare sempre a farsi carico di tutto». «Siamo soddisfatti del documento condiviso – ha commentato Roberto Ferraro (Pdl) – ma non possiamo dimenticare che, negli anni scorsi, nessuno mosse un dito contro il trasferimento della pretura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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