Il Tirreno

Pontedera

Strage nell’orto a causa del freddo paura per gli olivi

di Luciano Gianfranceschi
Strage nell’orto a causa del freddo paura per gli olivi

C’è grande preoccupazione tra gli agricoltori del Valdarno «Il vento di questi giorni prosciuga la terra già molto arida»

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SAN MINIATO

La strage è nell'orto. I cosiddetti ortaggi (carciofi, cavoli, verze, cicorie, broccoli, radicchio, e insalatine) sono bruciati. Ma anche le piante, come le viti e soprattutto gli olivi, sono in pericolo, a causa di neve, gelo, e vento forte.

«La paura è tanta, per ora non si vede niente di cosa è successo agli olivi, né di cosa accadrà – osserva Francesco Annessi, al Frantoio Sanmininiatese –. L'inverno non è finito, il meteo prevede altra neve in arrivo. Per ora sembra che il freddo asciutto sia stato sopportato meglio, dagli ulivi, di quando la ghiacciata è molle. Finora è un freddo asciutto, come si può osservare dalle automobili all'aperto, che in questa mattine sotto zero non si trovano ghiacciate».

Poi, aggiunge: «Gli ulivi dovrebbero stare in collina, dove infatti sembrano per ora meno danneggiati. Invece, quelli in pianura, due anni fa morirono quasi tutti. Rendono meglio in piano, e qualcuno li aveva ripiantati, ma con la natura bisogna fare i conti alla lunga. Sempre in quella occasione, due anni fa, le ulive erano sane, cosicché si ebbe meno raccolta ma con una migliore resa di olio».

Annessi, che coordina anche i corsi di "potini", coloro che insegnano a potare gli ulivi, è un punto di riferimento in zona. E si preoccupa che al prossimo raccolto ci siano quintali di ulive in meno da frangere. «Si vedrà tra un mese, a marzo, se l'ulivo ha la buccia schiantata, se le foglie sono belle o no, e poi a maggio come sarà la fioritura. Ci sono tante variabili, ma predomina la paura. Oltre a non poter potare, sento dire che stanno rinviando i lavori alle colture».

Alla fattoria Collebrunacchi, la legale rappresentante è Enrica Mordacchini, si occupa anche della cantina. Ma ora pensa agli ulivi. «Avevamo già cominciato a potare gli ulivi, ne abbiamo fatti circa trecento. Per quelli, la vediamo brutta, in quanto la potatura è una ferita alla pianta. Ovviamente, ci siamo fermati, per gli altri si continuerà quando la stagione lo permette. Ne abbiamo 1.800 di ulivi, non li potiamo tutti nello stesso anno, ma a rotazione. Produciamo olio biologico, e speriamo che il freddo ammazzi la mosca, dimodoché anche con meno olive si possa avere maggiore resa. Ma i problemi sono molteplici: non ha piovuto abbastanza, la terra ha sete, e invece il vento di questi giorni la prosciuga ancora di più. Siamo sulle spine».

Quarant'anni d'esperienza rendono meno pessimista il tono della risposta alla fattoria San Quintino, che produce olio e vino. «E' ancora presto per valutare il danno che ci potrà essere, non ho nemmeno fatto un sopralluogo per verificare la situazione. Tira vento? Troncherà qualche ramo un po' malandato agli ulivi. L'esperienza del 1985 insegna che soltanto dopo una quindicina di giorni si fa chiaramente il punto della situazione deidanni da neve e gelo. La temperatura pericolosa è sotto i 10 gradi, e anche sotto 6 gradi ma soltanto quando le piante sono bagnate. Nel 1985 nevicò, poi il sole sciolse la neve, dopodiché venne il gelo e le piante morirono, senza scampo. Invece finora è freddo asciutto, la preoccupazione resta ma non dobbiamo essere pessimisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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