Gioco
Il nodo degli impianti Tra 12 giorni al Tar il caso fotovoltaico
Braccio di ferro tra Provincia e l’azienda Fedi Impianti L’imprenditore: «La giurisprudenza è a nostro favore»
SAN MINIATO
Prosegue l'iter del ricorso presentato dalla Fedi Impianti per sbloccare i quattro impianti fotovoltaici di San Miniato Basso. La prima udienza è fissata per martedì 21 febbraio, a Firenze, di fronte al Tribunale amministrativo regionale.
Una via giudiziaria, quindi, per la vicenda dei campi fotovoltaici convenzionati col Comune alla vigilia delle autorizzazioni, e poi sospesi da una diffida della Provincia, a seguito delle proteste dei residenti, in base al mancato rispetto dei termini per l'inizio dei lavori. Da qui la decisione dell'azienda di ricorrere al Tar, dopo aver reclamato per settimane lo sblocco della situazione.
La linea della Provincia. «Stavamo già preparando una risposta per via amministrativa – spiega il direttore generale della Provincia Giuliano Palagi –. Eravamo quasi pronti per una decisione definitiva sulla questione. Decisione che adesso, con il ricorso, non possiamo più comunicare, per il rispetto che si deve al procedimento giudiziario».
Il Tar intanto, in attesa dell'udienza del 21, ha respinto la prima delle richieste di Fedi Impianti, che reclamava una sospensione immediata della diffida come misura cautelare anticipata. «Motivando questa decisione – dice Palagi – il Tar ha spiegato che il danno lamentato dall'azienda è meramente ipotetico, e comunque risarcibile nel caso in cui sarà in grado di dimostrarlo. Quindi non c'è niente di irreparabile, considerando anche i tempi stretti fissati per l'udienza».
Le mosse dei residenti. I legali delle famiglie di Viale Marconi, nel frattempo, si stanno muovendo per ottenere dalla Provincia la documentazione relativa al procedimento. L'intenzione è quella di costituirsi in giudizio a sostegno della diffida provinciale.
Gli scenari per l'azienda. Dal canto suo, Fedi Impianti guarda con fiducia alle sentenze analoghe emesse dai Tribunali amministrativi di altre regioni. «Per la Toscana è la prima volta che il Tar è chiamato a pronunciarsi su questa materia – dice il presidente dell'azienda Marco Matteini -. Nelle altre regioni, alla fine, il pronunciamento è sempre stato a favore delle aziende. Addirittura nel nostro caso i termini non erano neppure scaduti. Speriamo di non dover portare la questione fino al Consiglio di Stato».
Nel caso di un eventuale sblocco, resta comune da capire quanto tempo la Fedi Impianti avrà a disposizione per costruire gli impianti centrando i termini per ottenere gli incentivi. La speranza dell'azienda, è che una sentenza positiva, possa stabilire anche un risarcimento temporale per i giorni in cui è rimasta in vigore la diffida. «Non è da escludere – dice Matteini – ma siamo nel campo delle ipotesi».
La commissione d'inchiesta. Prosegue intanto l'attività della commissione d'inchiesta sul fotovoltaico. Nelle ultime settimane i commissari hanno ascoltato i due dirigenti, Alessandro Annunziati e Antonino Bova, che si sono succeduti tra il 2010 e il 2011 alla guida della Commissione qualità del Comune, che aveva dato parere favorevole agli otre 30 impianti previsti sul territorio comunale, salvo poi ricredersi per alcuni di essi.
Un avvicendamento, quello tra Annunziati e Bova, che è coinciso con un cambio della linea tenuta dall'amministrazione. Per le prossime sedute, è stata avanzata la richiesta di audizione per l'ex assessore con delega alle energie rinnovabili Anna Maria Tognetti, e la consigliera comunale Francesca Cupelli.
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