Sicurezza
Fuori dalla polizia dopo l’atto eroico
La paradossale storia del sovrintendente che un anno fa era rimasto ferito alla Coop. Presidio di Fli vicino al supermercato
CASCINA
Trent’anni in polizia. Poi un giorno, quasi un anno fa, Clemente Iannucci, sovrintendente della questura di Pisa, 48 anni, mentre è libero dal servizio ed è a fare la spesa con la moglie interviene per sventare una rapina. Un malvivente gli spara per bloccarlo e guadagnare la fuga. Il poliziotto resta ferito a una gamba. Il gesto eroico è destinato – e lui lo scoprirà solo dopo alcuni mesi – a cambiargli la vita. Ma non in positivo. I postumi della ferita d’arma da fuoco sono gravi e Clemente Iannucci viene dichiarato inabile a fare il poliziotto. Gli prospettano lavori da civile. L’unica strada è andare in pensione con un mensile più basso del suo stipendio e quando ancora ha un’età che gli consente di lavorare ancora a lungo. Non resta che la strada del contenzioso legale.
«Una vergogna – trova il coraggio di dire la moglie del poliziotto, Anna Maria Cadoni, 44 anni, madre di tre figli – come lo è tutta questa storia. Non solo per il fatto che mio marito è stato congedato dalla polizia e anche se si oppone a questa procedura dovrà essere giudicato da un ospedale militare. Tutti sappiamo bene quali sono i tempi della giustizia. Se ho deciso di rendere pubblica la nostra situazione è solo perché quello che oggi è capitato a mio marito domani potrebbe succedere ad altri poliziotti. Lui il giorno della rapina ha fatto solo e soltanto il suo dovere di cittadino e poliziotto». La moglie di Iannuzzi ieri era presente al presidio organizzato da Futuro e Libertà – anche se per pochi minuti – davanti alla Coop dove nell’aprile scorso è avvenuta la rapina con il ferimento del poliziotto in borghese.
«Le indagini sono andate molto a rilento – aggiunge la donna - c’è da chiedersi come mai. Eppure i rapinatori hanno lasciato impronte e una pistola. Ho tanta rabbia anche per la lentezza dell’inchiesta. Come mai gli autori della rapina non sono ancora stati presi? Era così impossibile risalire alla loro identità? Non lo so, non sono più sicura di questo».
La storia del poliziotto di Cascina ha convinto Fli a organizzare una iniziativa di solidarietà pur senza comunicarlo al Comune, che così ha fatto intervenire i vigili che hanno chiesto ai rappresentanti di Fli di togliere uno striscione del partito. «Ci siamo proposti di lavorare 60 giorni – hanno spiegato Massimo Balzi, cordinatore di Fli, e Giuseppe Tizzoni, consigliere comunale a San Giuliano Terme – con avvocati e rappresentanti delle forze dell’ordine sul territorio su possibili miglioramenti e modifiche da far portare avanti dal gruppo Fli alla Camera con l’onorevole Benedetto Della Vedova rispetto al trattamento di fine rapporto di lavoro causa di servizio. Ci saranno incontri con sindacati delle forze dell’ordine per fare mappatura e fotografia della situazione pisana in termini di mancanza di risorse e uomini da sottoporre al vicesegretario del partito, onorevole Italo Bocchino, già interessato della vicenda e che sarà a Pisa il giorno 27 febbraio». Il sindaco Alessio Antonelli, ieri in partenza per Auschwitz con gli studenti, ha espresso la sua vicinanza a Iannucci. «Non conoscevo questo risvolto dopo la rapina. E lascia molto perplessi. Esprimo la mia solidarietà al poliziotto».
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