La manifestazione
Anche un sindaco può tornare bambino
Il sogno di Alberto Falchi: palleggiare a Palaia insieme al suo idolo, l’ex capitano della Fiorentina Giancarlo Antognoni
PALAIA
Un intero reparto della libreria totalmente pervaso dall'inconfondibile colore viola. Volumi sulla storia della squadra, sulle gesta di stelle indimenticabili, sugli allenatori più amati. Il suo preferito: “Io, Giancarlo Antognoni", Bonechi Editore, 1983. Accanto, un allegro orsacchiotto che sfoggia l'attuale prima maglia. E poi il classico repertorio di sciarpe, cappellini, autografi, foto ricordo.
Non siamo nel salotto di un capo storico della curva Fiesole, ma, più sorprendentemente, in quello di un sindaco pisano il cui cuore calcistico batte per la Fiorentina. Oggi, uno dei sogni di Alberto Falchi, primo cittadino di Palaia, è premiare il protagonista di quel libro, Giancarlo Antognoni. Spiegandoci perché, Falchi lancia a tutti gli effetti al grande calciatore l'assist di un invito in piena regola.
Pensa già a una data. «Settembre potrebbe essere il mese buono per organizzare», sorride. Prefigura la scena dell'incontro. Non tanto quella della cerimonia ufficiale, no. Ma quella, ben più accattivante, infinitamente più gustosa, della successiva "partitella". Come successe, un paio d'anni fa, con Luciano Chiarugi, campione ponsacchino, del '47, un attaccante coi fiocchi che per anni ha assestato bordate in serie A. Anche lì, c'era un riconoscimento di mezzo, e quindi foto, strette di mano, discorsi davanti al microfono eccetera; ma poi, sbrigata l'inevitabile pletora delle formalità, via in campo in tenuta da gioco, il sindaco e il campione a scorrazzare fianco a fianco. Un sogno di bambino che si avverava, anche quello.
«Calcisticamente parlando, Luciano Chiarugi è stato in assoluto il mio primo idolo. Nonostante in famiglia mia tifassero tutti viola, io, da piccolo, ai tempi delle elementari, ero per il Milan, perché lì giocava Chiarugi. Era coetaneo e conoscente di mio padre, era un campione delle nostre parti: questo bastava e avanzava. Nel 2009 il Comune di Palaia l'ha premiato col Tartufo d'Oro, il riconoscimento che da anni diamo ai grandi sportivi. Dopo la cerimonia, abbiamo fatto pure una piccola sfida. A sessant'anni suonati, Chiarugi batte i calci d'angolo molto meglio di tanti professionisti di oggi».
Quando Falchi era alle elementari («ma questo l'avrei scoperto dopo»), l'idolo calcistico di Antognoni era Chiarugi. Non appena lo scoprì, il futuro sindaco ebbe un motivo in più per permettere al suo cuore di tifoso di abbracciare il nuovo, definitivo amore: la Fiorentina. «Quando Chiarugi passò al Napoli, tifare Milan mi perse di significato. In quegli anni, le edicole vendevano le magliette dei calciatori, con la loro foto a tutta figura sul davanti. Quando andai a Forcoli per comprare quella di Chiarugi, mi dissero che era finita. C'era però quella di Antognoni. La presi. Da quel momento in poi, Fiorentina forever».
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