Attenzione
«Trattamento ai limiti del mobbing»
Riorganizzazione dei dipendenti comunali, accuse di una dirigente: operazione illegittima, io dequalificata senza ragione
VOLTERRA
«Accanimenti ai limiti del mobbing». « Dequalificazioni e svilimento delle professionalità». «Atteggiamento contrario ad ogni logica e buon senso» E’ un fiume in piena Nadia Montagnani, ormai ex funzionaria dell'ufficio Segreteria, dove per ben ventitre anni, praticamente dall'ingresso a Palazzo dei Priori ha svolto l'incarico di responsabile dell'ufficio segreteria, ora assegnata al servizio cultura e sport.
Se la prende contro la riorganizzazione dei dipendenti comunali deliberata il 23 dicembre. Un’operazione che lei definisce, in una lunga lettera indirizzata a sindaco, segretario comunale, sindacati e gruppi consiliari «in contrasto con i principi della valorizzazione del merito, che non tiene conto degli inquadramenti contrattuali, con aspetti di illegittimità, che non pone le basi per un corretto operato dell’azione amministrativa».
Una riorganizzazione, di cui è venuta a conoscenza il 5 gennaio solo attraverso le pagine del Tirreno. «In seguito – si sfoga – sono venuta a conoscenza che mi è stata tolta anche l’indennità di responsabilità che prima percepivo, come previsto dal contratto di lavoro per il personale di categoria D, non titolare di posizione organizzativa, a me attribuita da oltre 10 anni».
Rabbia, delusione, indignazione nelle parole della dirigente. «C’è un accanimento nei miei confronti al limite del mobbing. Con la riorganizzazione, per quanto riguarda la mia assegnazione al servizio Cultura-sport, vedo che sono presenti in questo settore ben 4 dipendenti di categoria D - dirigenti - oltre al titolare di posizione organizzativa. Si capisce che l’obiettivo è quello di epurarmi dalla segreteria, in quanto non esistono ragioni plausibili e non è stata data alcuna motivazione per togliere la categoria D dalla segreteria in un Comune di oltre 11mila abitanti».
Per un funzionario che si sposta, una nuova responsabilità che va al segretario Domenico Fimmanò «in violazione del nostro regolamento di organizzazione, di numerose sentenze di Tribunali Amministrativi Regionali, Consiglio di Stato ed anche di pareri del Ministero dell'Interno».
Lo sfogo finale è pure delusione. «Mi domando se è questo il riconoscimento della professionalità acquisita in 23 anni di servizio e se è il modo per motivare i dipendenti ».
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