Sicurezza
L’emergenza principale si conferma il caro affitti
PONTEDERA Il lavoro che non c’è, le bollette da pagare e un figlio che cresce. Il pungolo dell’affitto mensile, della spesa settimanale, di una confezione di farmaci se qualcuno in famiglia si ammala....
PONTEDERA
Il lavoro che non c’è, le bollette da pagare e un figlio che cresce. Il pungolo dell’affitto mensile, della spesa settimanale, di una confezione di farmaci se qualcuno in famiglia si ammala. La quotidianità è difficile da gestire se le risorse economiche scarseggiano. Se i risparmi finiscono e non ci sono porte di parenti o amici a cui bussare. La quotidianità mette in crisi sempre più famiglie. L’emergenza si allarga, spiccano le richieste di aiuto: 1.290 persone nella Valdera, da Santa Maria a Monte a Pontedera, da Ponsacco a Bientina, hanno presentato l’Isee e beneficiato di una riduzione delle spese.
In un gergo tecnico piuttosto crudo si chiamano indigenti. Non ce la fanno senza l’appoggio di qualcuno che garantisca per loro, che anticipi una piccola somma. Così i Comuni mettono sul piatto un gruzzoletto da spartire. Che non risponde a tutti i bisogni, ma ne scaccia una discreta parte. Intanto 341 famiglie possono contare sui buoni spesa sanitari, che si traducono in 46mila euro, mentre in 489 hanno chiesto ed ottenuto i bonus alimentari di spesa, per un valore totale di 65mila euro.
L’osso più duro da affrontare, l’impegno più tragico da onorare, resta l’affitto mensile. In 1.305 hanno fatto domanda per ottenere i contributi che sommati arrivano a un milione e 159.765 euro, ma in 101 hanno usufruito anche degli anticipi sugli affitti che valgono 59.809 euro. Magari, per ogni singola famiglia, non sono molto, ma quanto basta per allontanare lo spettro dello sfratto, in vista di tempi migliori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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