Il dolore
Villa chiusa con le catene da 7 anni sfida il degrado
L’immobile “Giannini” a Forcoli doveva ospitare i rom ma la gente si ribellò è sempre rimasto vuoto e inutilizzato: ora l’Asl ha avuto il via a metterlo all’asta
FORCOLI
Trecento metri quadrati e 14 stanze su due piani in pieno centro a Forcoli. E' la villa che in paese è conosciuta come “ex Giannini”, ma che tutti ricordano come la struttura che avrebbe dovuto ospitare alcune famiglie rom qualche anno fa e che causò una sorta di rivolta popolare fino alla rinuncia all'operazione. Acquistato per circa 360mila euro nel 2004 dopo il fallimento dell'azienda Giannini con soldi comunitari finalizzati all'inserimento sociale e abitativo dei rom, l'edificio non è mai stato utilizzato e fra pochi mesi sarà di nuovo messo all'asta. In un momento in cui il mercato immobiliare è praticamente paralizzato, oggi è del Comune di Pisa.
La “villa der Giannini” ha due grossi alberi davanti all'ingresso principale con intorno un giardino ormai in degrado. Le porte sono chiuse con lucchetti e catene, anche se da una finestra che dà sul piano seminterrato s'intravedono fascine di rami d'albero con bidoni e altri oggetti buttati come se fosse un magazzino. Poco prima della vendita all'asta venne ristrutturata, con tanto di pavimenti in parquet. Ma da allora non è più stata aperta ed è facile immaginare lo stato in cui si trovano gli interni. Sul retro c'è un piazzale dove quel che resta della ditta Giannini continua l'attività della commercializzazione di vini. Per i forcolesi la villa è uno di quei casi di spreco di denaro pubblico che si vedono nei tg satirici televisivi. «La vendita sarebbe un passo importante – spiega il sindaco di Palaia Alberto Falchi – perché significherebbe il recupero di uno degli immobili di maggior pregio del paese. Situato proprio sulla strada principale». Proprietario è il Comune di Pisa che acquistò l'immobile con l'obiettivo di alleggerire il campo nomadi di Coltano. «Siccome il denaro utilizzato era finalizzato a quello scopo, di fatto non è stato possibile trovare alternative», spiega Giuseppe Cecchi, direttore della Società della salute di Pisa che ha ricevuto la procura a vendere lo stabile dalla stessa amministrazione comunale. Un paradosso in tempi di poche risorse a disposizione degli enti pubblici e di spazi da trovare per le tante attività sociali a cui le istituzioni sono chiamate a far fronte.
Nel 2006 ci fu l'interessamento di alcuni privati per l'acquisto della villa. Vennero addirittura effettuate anche alcune rilevazioni, ma poi la trattativa andò a rilento e non se ne fece più nulla. Tra poco verrà messa all'asta con l'obiettivo di «guadagnare qualcosa rispetto al prezzo di acquisto», come detto dallo stesso Cecchi. I tempi sono cambiati in 7 anni, lo dimostrano le numerose aste per la vendita di immobili pubblici che stanno andando sempre più deserte.
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