Il Tirreno

Pontedera

Troppo freddo, l’Asl fa chiudere le scuole

di Francesca Suggi
Troppo freddo, l’Asl fa chiudere le scuole

Dopo le proteste dei genitori arriva l’esposto: Comune costretto all’ordinanza per elementari e medie

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VOLTERRA

Nei corridoi delle medie, intorno alle 11 ci sono dieci gradi. Va leggermente meglio nelle aule dove, però, gli studenti restano con giacchetti, sciarpe e cappelli. Un poco meglio alle elementari S.Chiara, anche se le temperature nelle classi sono ben al di sotto dei limiti normativi. Senza contare tutti quei genitori che accompagnano i figli a scuola, per poi riportarseli a casa cno sonore proteste contro il Comune. Che si vanno ad aggiungere a quelle dell’altro ieri, sempre per la stessa ragione: impianti di riscaldamento ko, aule al freddo e bambini obbligati per ore in quelle condizioni.

E’ ancora Alessandro Calastri, uno dei babbi più battaglieri, a misurare addirittura le temperature. «Bravo, efficientissimo – si rivolge direttamente al sindaco di Volterra Marco Buselli – Alla Jacopo e S.Chiara il termometro segna 8.6 gradi, progressi eccezionali, l’altro ieri segnava 7.9 alla stessa ora. Bellissima figura».

Un po’ di ironia, tanta rabbia: scatta la segnalazione alla Asl. E ieri gli addetti ispezionano le situazioni incriminate e subito mettono nero su bianco risultati e provvedimenti da prendere, con una nota diretta al Comune di Volterra.

«La Asl ha eseguito un campionamento delle temperature nell’edificio dichiarando la mancanza delle condizioni minime ambientali previste per legge», scrive il sindaco Marco Buselli nel provvedimento fatto ad hoc con cui ordina per oggi la chiusura, a Volterra, della scuola primaria Santa Chiara e delle medie Jacopo da Volterra.

Nel plesso di San Lino si sono verificati congelamenti di tubature dell’impianto di riscaldamento, riparati poi, tra l’altro ieri e ieri mattina.

«E’ vero – dicono dalla scuola – i termosifoni in mattinata sono ripartiti ma non ce la fanno a scaldare».

Più complesso il problema alle medie Jacopo da Volterra: qui le problematiche all’impianto di riscaldamento a ieri pomeriggio non erano ancora risolte. «Si rende necessaria una verifica al fine di garantire il raggiungimento della temperatura minima prevista dalla normativa per il regolare svolgimento dell’attività scolastica», si legge ancora nel provvedimento del primo cittadino.

E’ lui il bersaglio della rabbia di tanti genitori. Non tanto per gli imprevisti legati al congelamento di tubature che hanno causato i guasti all’impianto di riscaldamento - «Può capitare», dicono -, quanto per non aver deciso prima la chiusura delle scuole.

Nessuno problema alla scuola privata Petrilli. «Per far stare i bambini al caldo abbiamo acceso il riscaldamento anche la notte», dicono dall’istituto delle suore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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