Gioco
Tassa di soggiorno, gli albergatori sul piede di guerra
Un incontro con il Comune per chiedere di fare retromarcia «In questo momento quel balzello rischia di affossarci»
PONTEDERA
Sono già sul piede di guerra. E’ bastata il primo incontro, il primo confronto tra l’associazione di categoria e l’amministrazione comunale. E gli albergatori di Pontedera sono già dall’altra parte della barricata, rispetto al sindaco e alla sua giunta.
A farli arrabbiare è la decisione, annunciata, che Pontedera prevederà - per il bilancio di quest’anno, in preparazione proprio in questi giorni - un’entrata nuova, la tassa di soggiorno.
I motivi della protesta. «Nell’incontro che il sindaco ha fatto con noi albergatori e con le associazioni di categoria – spiega Raffaella Vivaldi, titolare dell’hotel Il Falchetto di piazza Duomo – a un certo punto è spuntata questa decisione del Comune, che ci ha trovati tutti in disaccordo: non ci sembra il caso che venga applicata in città, la tassa di soggiorno».
Parla a nome di tutti i colleghi pontederesi, l’albergatrice del Falchetto. A quella riunione con l’amministrazione comunale c’erano tutti. E tutti hanno dissentito. «Stiamo vivendo un momento assai particolare – spiega ancora – i nostri alberghi hanno una flessione che non s’era mai vista, negli ultimi anni. Non possiamo aggravare ancora di più la questione, chiedendo ai clienti di sopportare anche la tassa di soggiorno. Tanto più che da noi si fermano a pernottare persone che sono qui per affari, per lavoro. E spesso, quell’importo in più che viene richiesto, fa fare loro altre scelte».
Bastava Pisa. Dicono, gli albergatori, che non applicare la tassa di soggiorno, poteva essere un’arma vincente. C’è Pisa che ha deciso di applicarla, se Pontedera s’asteneva, poteva diventare concorrenziale. «Una scelta – proseguono gli albergatori pontederesi – che, ad esempio, ha fatto Cascina: questo significa che ci vedremo sfuggire di mano altro clienti, a vantaggio di località dove non devono sopportare quest’aggravio».
Avranno nuovi incontri, nuovi confronti, con l’amministrazione. Uno è previsto proprio in questa settimana. Sperano di far cambiare idea al Comune. Anche perché alla fine, rischiano di dover affrontare loro quella spesa, senza farla pesare sulle spalle dei clienti. « C’è così tanta concorrenza sul mercato – dicono – che anche quella minima tassa, potrebbe incidere su un vistoso calo di fatturato. Ancor più di quel che stiamo vivendo. Forse sarebbe meglio rimandare la decisione a momenti economicamente migliori, rispetto a questo».
Il peso della tassa. Il Comune ha fatto fare, a livello di Unione della Valdera uno studio dei flussi turistici.
Ed ha chiesto di vedersi riconoscere la denominazione di città d’arte e di turismo, proprio per avere la possibilità di applicare la tassa di soggiorno. In bilancio il sindaco Simone Millozzi ha anticipato che farà prevedere un’apposita entrata. Al momento non è stato ancora deciso l’importo che sarà applicato a ogni persona che pernotta nelle strutture ricettive della città: si parla di un euro, forse un euro e cinquanta a notte.
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