Il Tirreno

Pontedera

Stop alla cassa, l’azienda risorge

di Giacomo Pelfer
Stop alla cassa, l’azienda risorge

Calzaturiero, la Domina riprende l’attività con un contratto di solidarietà per i suoi 14 dipendenti

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SAN MINIATO

Una goccia di speranza in un mare in tempesta. La buona notizia, inattesa, arriva da San Miniato, e segna l'eccezione in un settore, quello del calzaturiero, che continua a vivere una fase di forte difficoltà. A restare a galla, a dispetto delle aspettative, è il calzaturificio Domina, nella zona industriale di San Miniato Basso, sorella minore del marchio Tremp insieme al calzaturificio Marros. Un'azienda considerata quasi spacciata alla fine del 2011: il nuovo anno, si diceva fino a poco più di un mese fa, ne avrebbe segnato la chiusura definitiva, mandando in fumo 16 posti di lavoro.

Una prospettiva che i sindacati davano ormai per certa, spiegando che la scelta dell'azienda era pensata per scongiurare il rischio, concreto, che la crisi della Domina finisse per contagiare anche l'ala forte del gruppo: la Marros, con oltre 40 dipendenti. A giorni, invece, la Domina riprenderà le attività con un contratto di solidarietà per i suoi 14 lavoratori (due quelli che nel frattempo hanno trovato un'altra occupazione), ponendo fine così alla cassa integrazione in deroga.

«Una bella notizia che apre il 2012 – dice Stefano Benvenuti della Filctem Cgil –. La Domina non chiude più, e questo dimostra che in qualche modo siamo riusciti nel nostro intento. Nell'ultimo periodo l'azienda ha assunto la decisione di avvalersi di consulenze esterne, ottenendo alcune commesse che permetteranno di lavorare almeno per i prossimi mesi. La riapertura è prevista per lunedì».

L’obiettivo. Dai titolari del gruppo Tremp-Marros, invece, si sottolinea la volontà di andare avanti in maniera duratura: «Alla fine dell'anno c'è stata un po' di fretta nel diffondere certe notizie – afferma Marcello Borghi –. Stavamo programmando una ristrutturazione del gruppo a livello generale, ma ancora non si era affatto deciso di chiudere l'azienda. Riprendiamo l'attività con un contratto di solidarietà, poi vedremo, ma la nostra volontà non è quella di tirare avanti solo per un paio di mesi, bensì garantire continuità nel lavoro. Confidiamo in una stabilizzazione della situazione, soprattutto a primavera con il passaggio alla produzione invernale. All'interno di Domina abbiamo delle manifatture qualificate a cui teniamo e che vogliamo conservare».

Lo scenario. Borghi non nasconde le difficoltà del settore, che investono in pieno anche un marchio di punta come Tremp, la cui produzione è rivolta per quasi l'80% verso il mercato estero. «Grandi miglioramenti non se ne vedono – dice – a parte qualche timido segnale dall'estero, ma ancora è presto per sapere che anno ci aspetta».

«La speranza adesso è rivolta alle fiere – aggiunge Benvenuti –, ma girando per le aziende si respira un'aria pesante, con un precariato che s’ingrossa e un peggioramento nella qualità del rapporto di lavoro. In una situazione d'incertezza è complicato mantenere i diritti. La speranza è che quanto accaduto per il calzaturificio Domina sia il sintomo positivo di una fase diversa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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