Il Tirreno

Pontedera

«Solvay deve rispettare la legge»

Il Comitato chiede chiarezza e autonomia decisionale da parte dei politici locali

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VOLTERRA

«E' il comportamento arrogante di Solvay, da troppo tempo abituata a muoversi con disinvoltura nell'ordinamento giuridico italiano, ad averne causato lo stop. Se la multinazionale si fosse sempre mossa con correttezza non avrebbe lasciato spazio a nessuna forma di protesta e a nessuna azione legale avrebbe potuto intralciarle il lavoro e lo sfruttamento delle nuove concessioni». Il Comitato per la difesa della Valdicecina analizza il resoconto dell’ incontro in Regione sul caso Solvay e non le manda certo a dire. «I problemi che l'azienda dichiara di avere, tanto da far ricorso alla cassa integrazione per 23 persone del comparto di Ponteginori, non sono dovuti all'azione del nostro Comitato - dicono da Saline - Il blocco delle concessioni "Poppiano" e "Cecina" non è stato decretato dai cittadini, ma dal Tar con una sentenza che riscontrava inadempienze da parte della multinazionale rispetto alle prescrizioni della Via del 2004, a cui è seguita un'ulteriore sentenza del Consiglio di Stato che si è analogamente pronunciato rigettando il ricorso presentato dalla Regione contro le sentenze del Tar».

Secondo il Comitato «Solvay è ferma per colpa sua, perché non ha messo in pratica ciò che gli era stato chiesto con prescrizioni ritenute propedeutiche all'inizio dell'attività mineraria nelle nuove concessioni. Abbiamo sempre chiesto il rispetto della legge a Solvay, com'è richiesto ai cittadini». L'obiettivo del Comitato è quello di fare chiarezza: «Il maggior problema per l’azienda è la stessa Solvay e riteniamo sia troppo comodo e facile addossare le colpe agli altri quando già da tempo si parla di un sempre minore interesse della multinazionale verso lo stabilimento di Rosignano. O quando da tempo si parla di esternalizzare le operazioni di scavo e messa in opera dei cantieri, con conseguenze facili da immaginare sul reparto di Ponteginori. E infine l'appello ai politici locali affinché, riescano a svincolarsi dalle forzature di una multinazionale che non è incline a rispettare gli accordi presi».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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