Il lutto
Settanta nuovi casi di famiglie e imprese al centro anti-usura
Aumentano i debiti ma diminuisce l’accesso al credito Richieste respinte ai cittadini sotto la soglia della povertà
PONTEDERA
Piccole imprese, lavoratori autonomi e famiglie schiacciati dai debiti. E disorientati di fronte a banche che sempre più spesso chiudono loro la porta in faccia. E quando l’accesso al credito diventa quasi impossibile è facile cadere nella rete degli usurai.
Un aiuto a chi si trova in difficoltà economiche può arrivare dal centro prevenzione usura della Misericordia di Pontedera. I casi di cui si sono occupati i volontari del centro di ascolto nel corso del 2011 sono stati circa 70. Molti di più i colloqui per inquadrare la situazione, mettere insieme i documenti che faranno parte dell’istruttoria da presentare alla Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura a Siena. Circa sei milioni e 600mila euro la somma necessaria per dare risposte ai bisogni di chi si è rivolto al centro d’ascolto. Mentre nel 2010 i debiti accumulati dai nuovi casi di cui si era occupato lo sportello della Misericordia erano stati circa 8 milioni e mezzo.
«Nel corso del 2011 abbiamo notato due aspetti – spiega Paolo Giusti, coordinatore del centro d’ascolto – è diminuita la disponibilità delle banche a finanziare questo tipo di richieste e ci sono stati meno redditi a disposizione da parte di famiglie e imprese che si sono rivolte a noi per una “ristrutturazione” dei loro prestiti». I centri della Misericordia, infatti, non posso occuparsi di casi sotto la soglia della povertà che non potrebbero onorare altri prestiti.
La crisi sta facendo vittime tra le piccole imprese. Il 41 % degli interventi del 2011 è stato rivolto a piccole imprese (con debiti in media di circa 200mila euro). Nel 2009 gli interventi erano stati il 30% e a livello regionale la media delle imprese che chiede aiuto a questi centri è del 26%. La media dei debiti accumulati dalle famiglie è stata di circa 75mila euro. «Alle banche chiediamo - dice Giusti - più collaborazione per andare incontro a chi, anche se con tempi più lunghi, può ancora pagare».
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