Sicurezza
Arriva il robot colf una mano d’acciaio per anziani e disabili
Nei laboratori del Sant’Anna l’esperimento internazionale per mettere a punto le tecnologie per migliorare il futuro
PONTEDERA
Lo imposti e lui scende, sfidando freddo e gelo. Arriva fino in farmacia e carica nel cestello metallico i medicinali. Passa dal fornaio e ritira il pane. Ma all’occorrenza ritira anche la spesa, quella grossa. È il robot-colf a servizio di anziani e disabili, immaginato dal Sant’Anna.
Una badante col cuore di metallo che è qualcosa di più di un’idea nei laboratori della Valdera. Quattro anni per sviluppare il progetto “Robot-Era”, con ricercatori provenienti da Svezia, Inghilterra, Germania oltre che dall'Italia, e la partecipazione della multinazionale ST Microelectronics, di due aziende spin-off della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, RoboTech e TechnoDeal, e del Comune di Peccioli.
«Tra pochi mesi vedremo i robot già all’opera». È la promessa di Paolo Dario, direttore dell'Istituto di BioRobotica del Sant'Anna e coordinatore dell’ambizioso progetto di ricerca internazionale. «L’obiettivo è di assicurare maggiore autonomia e sicurezza ad anziani e disabili senza eliminare l’apporto umano. E se la compagnia di un cane o un gatto è utile crediamo che anche qualche elettrodomestico intelligente possa essere d’aiuto».
L'obiettivo. Robot-Era punta a mettere a punto soluzioni robotiche che i cittadini possano utilizzare con facilità, che vengano percepite come “amichevoli” e che gli enti e le istituzioni possano permettersi, poiché sostenibili e affidabili. La sfida ha preso il via ieri con un progetto che vale 8,5 milioni di euro. In particolare, saranno sviluppate almeno tre tipologie di robot: una per lavorare in casa, una nel condominio e una in strada.
Niente di mirabolante. Il solco lo ha tracciato Mister Dust, il robot spazzino messo alla prova nella raccolta porta a porta dei rifiuti nel centro storico di Peccioli. Forme rotondeggianti, occhi grandi, altezza da piccolo uomo. I nuovi robot conserveranno le fattezze di Mr Dust, ma avranno un cuore tecnologico rinnovato. In particolare, saranno sviluppate almeno tre tipologie di robot: una per lavorare in casa, una nel condominio e una in strada. E tutte capaci di collaborare tra loro.
Lo scenario. «I robot - spiega Paolo Dario - saranno in grado di cooperare fra loro, per cui l'elevata complessità del sistema risulterà ridistribuita nell'ambiente dimostrandosi efficace, facile da usare e accettabile». Si chiamano Smart-city e sono un’idea di città del futuro che in Valdera si prova a costruire. «Si tratta di prepararsi al futuro - sostiene il professor Dario – perseguendo ipotesi fattibili».
Per muoversi il robot seguirà le indicazioni di mappe georeferenziate, seguendo degli algoritmi di navigazione, dal punto dove si trova a quello di destinazione. Una sorta di super navigatore. Inoltre, per “sapere” dove si trova saranno utilizzate una serie di tecnologie standard come Gps e bussola. Il tutto per renderlo in grado di orientarsi e muoversi e di comunicare con altre apparecchiature, il che lo rende collaborativo, autonomo e multifunzionale.. è infatti in grado di svolgere le sue mansioni senza urtare alcun ostacolo, grazie a una tecnologia che prevede l’uso congiunto di sensori a infrarossi e a ultrasuoni, coadiuvati da uno scanner laser che serve per sondare il terreno.
Le basi. Per due giorni i ricercatori che parteciperanno al progetto si sono riuniti nelle due location dell'Istituto di BioRobotica, a Pontedera e presso la Casa Domotica di Peccioli, per il meeting che segna l'avvio del progetto, ma anche per iniziare a comprendere meglio le effettive necessità degli anziani, dei loro familiari, nonché le esigenze e le aspettative delle aziende di servizi sociali e sanitari. Le tecnologie e i servizi realizzati nell'ambito del progetto saranno esperimenti in ambienti reali, coinvolgendo gli anziani e i loro familiari. I test avverranno a Orebro in Svezia e soprattutto a Peccioli, nella residenza per anziani di Ghizzano, ma l’obiettivo è di allargare il raggio d’azione ad altre realtà della Valdera. «Cercando di non disturbare la gente», promette Dario.
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