Sbarco leghista a S. Croce, Carli striglia la maggioranza
SANTA CROCE Ventidue anni in camicia verde. E uno, quello appena trascorso, da indipendente. Il consigliere provinciale Giampiero Carli, leghista della prima ora in terra toscana, ex responsabile per...
SANTA CROCE
Ventidue anni in camicia verde. E uno, quello appena trascorso, da indipendente. Il consigliere provinciale Giampiero Carli, leghista della prima ora in terra toscana, ex responsabile per il comprensorio del Cuoio della Lega Nord, torna ad occuparsi del suo "primo amore" da politico per far luce sugli eventi santacrocesi. Su quel magma in continua evoluzione che è l'opposizione a destra della maggioranza di centrosinistra a Santa Croce. L'ultima tappa è sotto le insegne del senatur, scelte da Maurizio Donati e la consigliera comunale Irene Storti che hanno abbandonato il Pdl.
«Questi ultimi eventi santacrocesi abbisognano di chiarezza – sostiene Carli –. In tanti compaesani simpatizzanti leghisti, ma anche del centrodestra , non essendo a conoscenza della mia, oramai distante, uscita dalla Lega, mi hanno incolpato di aver fatto confluire in quel partito personaggi a loro poco graditi». Daqui la scelta di tornare ad occuparsi delle camicie verdi. «Non posso che difendere la mia dignità confermando il mio totale ed irremovibile distacco dalla Lega – dice –. Rispetto le decisioni personali di tutti ed auguro con tutta sincerità un buon lavoro a tutti i nuovi leghisti e a quelli del mio Comune va un augurio particolare, quello di riuscire ad incrementare quel 10,82% ottenuto alle ultime elezioni amministrative».
Quello di Santa Croce è tra i comuni della provincia dove il partito leghista raccoglie i maggiori consensi: 569 voti alle regionali del 2010 (pari al 10,82%), con una crescita di circa il 30% rispetto alle europee 2009. Il consigliere provinciale Carli non risparmia una tirata d’orecchie alla maggioranza, che non ha mancato di sottolineare la nascita del nuovo gruppo consiliare «disprezzando chi decide di cambiare giacca». E invita a guardare in casa propria. «Si preoccupino della trasformazione che sta avvenendo sul nostro territorio – sostiene Carli –: cementificazione insensata e niente politica sul recupero dell’esistente, immensi prati ricoperti da specchi neri anziché sui tetti delle case, delle scuole, dei capannoni, lungo la ferrovia, la superstrada, nuovi inceneritori e megastrade inutili, come dimostrano le persistenti file di auto nei punti nevralgici oramai storici».
Tracciato il quadro Carli lancia una domanda: «Questo sarebbe amministrare il territorio o qualcos’altro?». E conclude con una considerazione: «La facciano finita di criticare chi ha il coraggio di cambiare e cerchino di comprendere, una volta tanto, che cambiare non è attendere che altri modifichino un nome di partito assecondando gli ordini di scuderia senza un briciolo di dignità». (m.m.)
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