Sicurezza
La città cresciuta a blocchi, ora va unita
S’è insediato l’Urban center: c’è anche un’architetta spagnola a ideare la Pontedera del futuro. Ecco come
PONTEDERA
«La particolarità della presenza dei due fiumi andrebbe sfruttata con la creazioni di spazi pubblici fruibili dalle persone, magari con soluzioni per fare sport e per collegare meglio il centro urbano alla splendida campagna che lo circonda. E poi Pontedera mi sembra una città cresciuta a blocchi che andrebbero uniti tra di loro. Penso agli edifici dismessi di Piaggio, a quel che già è stato costruito e a quanto di buono si potrebbe fare in più».
Così Carme Pinos, architetto di Barcellona che è stata chiamata per partecipare a Urban Center, l'organismo che offrirà all'amministrazione comunale linee d'indirizzo culturali per lo sviluppo urbano, architettonico e paesaggistico per i prossimi anni. Pinos era a Pontedera ieri per l'inaugurazione della sede di Urban Center, situata nel parcheggio della Coop di via Brigate Partigiane e ha potuto dare un'occhiata alla Città della Vespa. Un'iniziativa a costo zero per l'amministrazione comunale (la terza in Toscana dopo Firenze e Siena a dotarsi di un Urban Center), visto che le spese di questa prima fase sono coperte dal Consorzio Toscano Cooperative (Ctc) sponsor anche per il pagamento del viaggio andata e ritorno da Barcellona e dei soggiorni di Pinos a Pontedera.
Per lei, infatti, si tratta di uno studio sulle piccole città, visto che dovrà elaborare il master plan di una cittadina francese molto simile a Pontedera per dimensioni e struttura urbana. «Il comitato scientifico si riunirà quattro volte all'anno – ha spiegato il garante Daniela Pampaloni – ma per il futuro abbiamo intenzione di proseguire sulla strada del reperimento di fondi economici tramite sponsorizzazioni, coinvolgendo anche il mondo dell'edilizia». Urban Center si articola nella ricerca di linee guida da parte degli esperti del comitato, a cui fanno seguito workshop organizzati da Leve 4, un'associazione di giovani ingegneri e architetti in cui si sviluppano progetti e idee da sottoporre all'amministrazione comunale che dopo averli valutati deciderà se realizzarli o meno. «E' in atto un lavoro su piazza Trieste e il centro di Montecastello – ha spiegato il sindaco Simone Millozzi – ma anche l'housing sociale è stato inserito nelle prime attività di Urban Center. Pontedera ha bisogno di uno sviluppo organico, ma anche condiviso. Questo nuovo organismo potrà essere anche il veicolo con cui far partecipare i cittadini alle scelte urbanistiche, trovando soluzioni architettonicamente anche futuribili attorno alle quali aprire dibattiti. Il fatto che nel protocollo d'intesa siano inserite anche le facoltà di architettura di Firenze e d'ingegneria di Pisa include il coinvolgimento di giovani laureati o laureandi». L'amministrazione comunale è impegnata nella variante di monitoraggio al regolamento urbanistico a cui Urban Center potrebbe dare già un contributo iniziale. «Penso ai progetti di trasformazione di Crastan, lo stabile che ospitava una concessionaria o il collegamento tra lo scalo merci della stazione col centro o la zona industriale – sottolinea Millozzi – Pontedera avrà uno sviluppo innovativo e partecipato in un momento in cui le risorse da utilizzare sono poche e preziose».
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