Il Tirreno

Pontedera

È freddo nelle aule gli studenti escono in segno di protesta

di Sabrina Chiellini
È freddo nelle aule gli studenti escono in segno di protesta

Al “Fermi” e al “Montale” ora provvedimenti disciplinari Insegnanti e dirigenti: «Non c’era motivo di andare via”

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PONTEDERA

«Nelle aule c’era troppo freddo, non riuscivamo a seguire le lezioni. Siamo uscite da scuola e vogliamo protestare. Il riscaldamento si è bloccato durante la notte. Insegnanti e custodi non volevano lasciarci andare via. Avevano anche chiuso il cancello». Decise e convinte delle loro ragioni. Un gruppo di studentesse dell’istituto pedagogico e linguisto “Montale” si sono recate nelle redazioni dei giornali locali per spiegare le ragioni della loro assenza dalle lezioni dopo quattro giorni di chiusura delle scuole a causa del maltempo e della nevicata di una settimana fa. «Quando siamo arrivate in classe – hanno aggiunto – ci siamo rese conto che la caldaia era spenta, proprio come temevamo».

È la situazione che hanno trovato gli studenti della sede centrale. All’apertura della scuola, secondo quanto spiegato da un tecnico e ribadito dalla dirigente scolastica Renella Bandinelli, i termosifoni erano spenti. «Ci siamo attivati per fare ripartire la caldaia al più presto – dicono – e così è stato. Alle 8.20 la caldaia era già ripartita». Le aule, considerate le temperature di questi giorni, non dovevano essere proprio accoglienti. È facile che non fossero proprio calde. Tuttavia secondo la preside chi è uscito ha avuto fretta e «ha creato un clima di allarme ingiustificato – spiega la dirigente – Questo comportamento ha messo in difficoltà anche gli insegnanti. Gli studenti sono usciti senza giustificazione e senza essere stati autorizzati. Per questo valuteremo come intervenire, con adeguati provvedimenti disciplinari previsti dal nostro regolamento. Il nostro obiettivo è quello di evitare che una situazione del genere possa ripetersi». Ovviamente le famiglie saranno informate dell’assenza ingiustificata dei loro figli. C’è stato chi tra i genitori si è schierato con i ragazzi dicendo che la scuola avrebbe dovuto attivarsi, controllare ed evitare di lasciare le aule al gelo. «La situazione non era insostenibile – aggiunge la preside - lo dimostra il fatto che sono uscite solo alcune classi, tre o quattro. La maggior parte dei ragazzi ha seguito le lezioni regolarmente».

Stessa storia all’istituto “Fermi”. Una decina di classi su 40 hanno disertato le lezioni . I termosifoni della sede centrale, che erano stati mantenuti accesi durante il fine settimana per fare fronte alle temperature rigide di questi giorni, erano spenti. Nella notte c’è stato un guasto alla caldaia che è stato riparato durante la mattina, su rischiesta della scuola stessa che ha informato sia la Provincia che i tecnici.

«La situazione non era così impossibile come vogliono fare credere gli studenti che sono andati via – dice la dirigente scolastica Cristina Cosci – la caldaia si è spenta durante la notte. Nelle aule c’era una temperatura accettabile. Solo nei corridoi era più freddo». Anche in questo caso gli insegnanti e la stessa dirigente scolastica hanno cercato di mediare. Ma non c’è stato niente da fare. Numerosi studenti sono usciti. «Chi non è venuto a lezione magari poi è stato tutta la mattina in giro sul corso – osserva la preside - e non credo ci fosse più caldo che nelle aule».

Gli studenti che ieri risultano assenti dovranno portare una giustificazione. Le famiglie riceveranno comunicazione di quello che è successo secondo la scuola. Anche al “Fermi” sono annunciati provvedimenti disciplinari per gli studenti “freddolosi”. «Dal nostro punto di vista – aggiunge la preside – i ragazzi che se ne sono andati hanno dismostrato un atteggiamento di scarsa responsabilità». Della vicenda saranno informati, già oggi, i rappresentanti dei genitori. Poi sarà valutato come intervenire per scoraggiare altre uscite di gruppo non autorizzate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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