Sicurezza
Così Peccioli ha fermato il mega progetto di Delca
Per il Comune non era compatibile con le proprie scelte urbanistiche Ma la Provincia aveva convocato più volte la conferenza dei servizi
PECCIOLI
Un impianto fotovoltaico sedici volte più grande di quello - “Un ettaro di cielo” - realizzato dalla società Belvedere attraverso l’azionariato popolare lungo la provinciale della Fila. L’affare che avrebbe potuto aiutare la società Delca Ambiente (del gruppo dei fratelli Del Carlo) a salvarsi dal fallimento - poco dopo l’azienda è stata travolta nello scandalo dei rifiuti a Massa per il quale è stato indagato anche l’assessore provinciale Valter Picchi - doveva essere concluso proprio sulle colline di Peccioli.
A impedirlo è stato il Comune che già da tempo aveva scelto di localizzare gli impianti fotovoltaici vicino alla zona industriale della Fila salvaguardando così il paesaggio collinare.
Il sindaco Silvano Crecchi ha potuto contare sul suo staff tecnico in una battaglia fatta di ricorsi al Tar e di conferenze dei servizi in cui il regolamento urbanistico deciso dal Comune è stato ignorato in maniera che lascia aperti molti interrogativi.
Delca Ambiente spa voleva costruire (se ne parla dall’aprile 2009) un mega intervento da 50 milioni di euro in località Ripalta vicino alla discarica di Legoli - su un’area di 40 ettari - in grado di produrre utili per milioni di euro all’anno, se fosse stato realizzato.
Per mesi la Provincia di Pisa, pur in presenza del parere contrario del Comune di Peccioli ha continuato a portare avanti l’iter, con tanto di convocazioni di conferenze dei servizi, come se il progetto (da 15,7 Mw) prima o poi fosse destinato a farsi. Il regolamento urbanistico di Peccioli, uno dei primi Comuni a decidere sulla questione (la prima adozione è del febbraio 2009) limita l’installazione di pannelli fotovoltaici limita questi interventi lungo la provinciale della Fila.
Neppure l’approvazione definitiva (a dicembre 2009) ha scoraggiato la società che proponeva l’intervento. Regione e Provincia a lungo non hanno considerato un ostacolo il fatto che il progetto presentato da Delca Ambiente non avesse la conformità urbanistica. Eppure da sola sarebbe stata sufficiente a fermare il progetto.
In una prima fase la Regione ha rinviato la questione alla Provincia dicendo che non era di sua competenza la valutazione di impatto ambientale.
La Provincia ha aperto l’iter della conferenza dei servizi anche quando era piuttosto chiara la scelta effettuata dall’amministrazione e dal consiglio comunale pecciolesi. Così che il sindaco aveva dovuto ribadire, con una lettera formale, sia alla Provincia che alla Regione la «non compatibilità della proposta presentata da Delca ambiente con la strategia alla base delle politiche di pianificazione del Comune di Peccioli».
Nonostante questo a maggio 2010 la Provincia, con una forzatura che non tiene conto dell’autorità esercitata dal Comune sul proprio territorio, ha riconvocato la conferenza dei servizi mettendo all’ordine del giorno l’autorizzazione dell’impianto fotovoltaico così come era stato proposto da Delca, cioè in collina, in una zona urbanistica “vietata” a questo tipo di progetti. Alla fine, dopo l’ennesimo scambio di lettere con il Comune, la conferenza dei servizi ha preso una piega alquanto strana. La Provincia non ha detto un no chiaro come ci si poteva aspettare. A sorpresa la conferenza dei servizi, nel maggio 2010, ha deciso di sospendere, su richiesta dell’interessato, il procedimento con «effetto immediato al fine di consentire opportuni approfondimenti di natura tecnica». Un vero mistero l’esito di questa conferenza dei servizi che non avrebbe neppure dovuto essere convocata. E dove tutti gli enti interpellati, nonostante fosse chiara la non conformità urbanistica del progetto, si erano dichiarati favorevoli. Da Arpat a Enel all’Asl, all’aeronautica militare. Poi Delca ambiente ha scelto la strada del ricorso al Tar, arrivando a chiedere al Comune un risarcimento danni da 800mila euro. Ricorso respinto: il Comune si è visto riconoscere la legittimità del proprio operato su tutti i fronti.
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